L'estate 2026 è ufficialmente la più calda della storia per Francia, Svizzera e gran parte del Nord Italia (tra cui tutto il Piemonte, Milano, Genova, Padova) in attesa dei dati definitivi per confermare un probabile record nazionale. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci ricorda dunque che questa sesta fiammata, destinata a spegnersi mercoledì 9 settembre, ci lascia in eredità una constatazione inquietante dei climatologi: abbiamo appena vissuto l'estate peggiore del nostro passato, ma con molta probabilità la migliore del nostro futuro. Da eccezione a regola: l'estate rovente del 2003 fu un episodio isolato; oggi le stagioni estreme (come quelle del 2022, 2024 e 2026) hanno trasformato quell'anomalia in una costante del XXI secolo. Mentre il mondo cerca faticosamente di contenere il riscaldamento globale entro i +1,5°C, in estate l'Italia registra un catastrofico +4°C rispetto all'era preindustriale. Con il previsto rinforzo del Super El Niño, inoltre, il prossimo anno rischia di mantenere o addirittura superare questa soglia di calore estremo. Prima del calo termico, atteso per metà della prossima settimana, l'anticiclone africano continuerà a farsi sentire pesantemente su gran parte della Penisola, con temperature massime diffuse tra i 35°C e i 36°C da Nord a Sud e picchi sahariani fino a 39°C nel Foggiano. Tutto questo ribadisce la necessità della trasformazione delle città in una direzione di sostenibilità, prima che l'estate si trasformi da stagione a emergenza perenne. In attesa di un’inversione di rotta, come quella determinata dall’abbandono delle emissioni fossili che potrebbe richiedere decenni, si rendono ora necessari più rifugi climatici nei luoghi urbani e la riduzione delle ore di lavoro all’aperto nelle giornate più calde. (5 set-red-sio)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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