In un'epoca dominata dal digitale, l'Italia riscopre il fascino senza tempo della socialità e dei passatempi tradizionali. Uno studio dell'Istat rivela che oltre la metà degli italiani over 14 partecipa ad attività ricreative di gruppo o d'ingegno. In cima alle preferenze nazionali spicca il classico gioco delle carte, una vera e propria istituzione culturale del Paese. Quasi quattro italiani su dieci si dedicano regolarmente alle carte, un'abitudine viscerale che unisce generazioni diverse. Le partite al bar di paese o in famiglia rappresentano un rito sociale radicato lungo tutta la Penisola. Al secondo posto figurano i cruciverba, amati da un italiano su tre per allenare la mente durante la pausa caffè o in vacanza. La passione per la enigmistica è particolarmente spiccata tra le donne, mentre gli uomini prediligono le sfide a carte o a biliardo. Nonostante la diffusione dei videogiochi, quasi sette giovani su dieci tra i 14 e i 24 anni praticano questi passatempi d'antan. Il fenomeno registra una presenza leggermente più marcata nelle regioni del Nord rispetto al Mezzogiorno. Anche le persone con un titolo di studio più elevato mostrano una forte propensione per le attività di intrattenimento mentale. Se i giochi da tavolo registrano un leggero aumento negli ultimi vent'anni, la passione per le carte resta incredibilmente solida. I dati fotografano uno stile di vita che privilegia ancora il contatto umano, la condivisione e la lentezza del tempo libero. Per la comunità italiana, insomma, il tavolo da gioco rimane uno spazio sacro di aggregazione, identità e memoria collettiva. (8 set – red)
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