Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

SCUOLA, CENSIS: 55,9% HA SCELTO LICEO, 48% SEGUE ESEMPIO GENITORE

La scelta della scuola superiore di secondo grado. Nel mese di settembre entrano in classe più di 500.000 ragazze e ragazzi che, tra gennaio e febbraio, hanno compiuto una delle prime decisioni importanti della loro vita: la scelta della scuola secondaria di secondo grado. I primi dati diffusi dal ministero dell’Istruzione relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027 confermano il consolidarsi di una tendenza: il 55,9% degli studenti ha scelto un percorso liceale, il 30,8% un istituto tecnico e il 13,3% un istituto professionale. Questa ripartizione solleva degli interrogativi: quanto pesano su queste scelte le passioni e gli interessi personali e quanto invece incidono il contesto familiare, il consiglio orientativo della scuola e le aspettative rispetto al futuro? Dall’indagine realizzata dal Censis su oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado nell’ambito del progetto “La scuola vista dai giovani” dell’Osservatorio Iride, emerge come la scelta della scuola non sia il risultato di un unico fattore, bensì dell’interazione tra motivazioni individuali, orientamento scolastico e condizioni sociali e familiari, che contribuiscono, in misura diversa, a definire le opportunità percepite e le decisioni effettivamente assunte. L’elemento più frequentemente richiamato dagli studenti per le proprie scelte è il riferimento ai propri interessi e alle proprie passioni: il 61,7% lo sostiene, quota che raggiunge il 62,9% tra le ragazze. Accanto a questa motivazione emerge però una pluralità di criteri decisionali che restituisce la complessità del processo di scelta. Più di uno studente su quattro (26,8%) afferma di aver privilegiato un indirizzo capace di mantenere aperte diverse opportunità future, mentre il 21,7% riconosce un ruolo rilevante ai suggerimenti di genitori e familiari. Seguono il riferimento al lavoro che si vorrebbe svolgere in futuro (13,0%) e il consiglio degli insegnanti (12,5%). Risultano invece più marginali fattori quali la vicinanza della scuola alla propria abitazione (8,6%), i futuri studi universitari (6,6%), le scelte degli amici (4,3%), la convinzione che un determinato indirizzo richieda un minore impegno nello studio (2,1%). Ad assumere particolare rilievo è il rapporto tra la scelta effettuata e il consiglio orientativo formulato nella scuola secondaria di I grado. Quasi la metà degli studenti (49,3%) dichiara di aver seguito il consiglio orientativo ricevuto, mentre il 23,3% afferma di averlo seguito solo in parte. Il 18,4% ha invece scelto un indirizzo differente. La distribuzione degli studenti tra i diversi indirizzi di studio lascia ipotizzare anche una significativa associazione con il livello di istruzione familiare. Quasi la metà (48,3%) degli studenti liceali intervistati ha almeno un genitore in possesso di una laurea o di un altro titolo terziario, mentre la stessa condizione riguarda il 25,8% degli studenti degli istituti tecnici e il 25,5% dei professionali. Al contrario, tra questi ultimi risulta più elevata la presenza di famiglie con livelli di istruzione medio-bassi. L’Osservatorio Iride nasce dalla collaborazione tra Fondazione Costruiamo il Futuro Ets e Fondazione Censis e si propone di offrire annualmente ricerche e analisi sui percorsi educativi e di formazione, mettendo al centro il punto di vista delle nuove generazioni.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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