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11 SETTEMBRE, PANETTA:
LEZIONE DIMENTICATA

11 SETTEMBRE, PANETTA: <br> LEZIONE DIMENTICATA

In un articolo di Paolo Mastrolilli pubblicato su La Repubblica, l'ex direttore della Cia e del Pentagono Leon Panetta si ripercorre la caccia a Osama bin Laden dopo l’11 settembre: “25 anni dopo abbiamo dimenticato le lezioni dell'11 settembre. L'America è un Paese diviso in un mondo diviso. C'è pochissima fiducia negli Usa e la democrazia è a rischio come mai nella mia vita”. Sul giorno degli attentati terroristici, Panetta ricorda che “presi in affitto un'auto per tornare in California. Guidai due giorni e mezzo e vidi una cosa che non ho mai dimenticato: ovunque c'erano scritte "Dio benedica l'America". Sentivi il patriottismo e l'enorme unità con cui il Paese reagiva”, contrapponendo quel clima alla situazione politica attuale: “Sfortunatamente siamo un Paese diviso, ora. La spaccatura tra i due partiti, la partigianeria, il fallimento del presidente nel dare un senso di unità, hanno creato una Washington disfunzionale. La nostra democrazia non funziona come dovrebbe”. Interrogato sulla caccia a bin Laden aggiunge che “quando Obama mi chiese di dirigere la Cia, gli domandai perché io. Rispose così: devi fare due cose, ristabilire la credibilità dell'intelligence e prendere Osama”, aggiungendo che, dopo aver creato una task force dedicata, “sapevamo che bin Laden comunicava attraverso i corrieri. Una dritta ci permise di scoprirli e questo ci portò al compound in Pakistan”. Descrivendo i momenti drammatici dell'operazione militare, Panetta ricorda che “il primo elicottero cade. È il momento di shock ripreso dalla famosa foto alla Casa Bianca. Quindi sentiamo gli spari, ma non sappiamo cosa stia accadendo. Momenti in cui lo stomaco ti sale in gola. Seguono 20 minuti di silenzio, i più lunghi della mia vita. Poi l'ammiraglio McRaven che comanda l'operazione conferma: Geronimo”. Con l'eliminazione del leader di Al Qaeda, aggiunge, “avevamo mandato un messaggio a tutto il mondo: nessuno attacca l'America e la fa franca”. Passando alle crisi internazionali di oggi l'ex direttore del Pentagono si dice “molto preoccupato” e avverte che la situazione in Medio Oriente “può diventare un'altra guerra fallita e infinita in Medio Oriente, come in Iraq e in Afghanistan” poiché “abbiamo ignorato quelle lezioni: bisogna avere un obiettivo chiaro e una strategia per raggiungerlo”, “è incredibile come è stato sottovalutato Hormuz. Deve usare ogni mezzo per riprenderne davvero il controllo, togliere questa leva all'Iran e costringerlo a negoziare”. Infine, sulla guerra in Ucraina, Panetta boccia l'ipotesi di una riduzione delle truppe statunitensi in Europa: “Gli Usa dovrebbero inviare un segnale molto chiaro a Putin, dirgli che non gli permetteremo di avere successo e che manterremo la presenza in Europa”, “l'unica cosa che capisce è la forza: dobbiamo confermare che non esiteremo ad usarla, se necessario, per fermarlo. E dare all'Ucraina i Patriot di cui ha bisogno”. (redm)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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