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direttore Paolo Pagliaro

BONINO, L'INDOMABILE
ANIMA DEI DIRITTI CIVILI

BONINO, L'INDOMABILE <BR> ANIMA DEI DIRITTI CIVILI

Emma Bonino è morta a 78 anni: la leader di +Europa, più volte ministra della Repubblica e storico volto del movimento radicale italiano, nel 2015 aveva rivelato di avere un tumore al polmone sinistro, che le aveva imposto una lunga cura. Nel 2023 aveva dichiarato di aver sconfitto la malattia, ma in seguito era stata ricoverata più volte per problemi respiratori e difficoltà metaboliche, ricevendo anche la visita di Papa Francesco. Ieri era uscita dalla terapia intensiva dell'ospedale Santo Spirito di Roma ed era stata trasferita in una clinica privata, prima del peggioramento fatale avvenuto nelle ultime ore.

Dal diritto all'aborto alla liberalizzazione delle droghe, non c'è battaglia sui diritti civili che negli ultimi 50 anni non abbia contato Emma Bonino tra i suoi sostenitori, al fianco dell'altro grande pilastro dei radicali italiani Marco Pannella. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, viene eletta nel 1976 a 28 anni alla Camera tra le fila del Partito Radicale; tre anni dopo diventa parlamentare europea e inizia a battersi per i diritti nei Paesi dell'Europa dell'Est, impegnandosi poi per la creazione di una Corte penale internazionale, divenuta realtà solo nel 2002. Scende in piazza alla fine degli anni Ottanta per supportare il Solidarność in Polonia, contro la dittatura di Wojciech Jaruzelski, un gesto che le costa l'arresto e l'espulsione dal Paese; da quel momento incontra l'arresto fuori dall'Italia anche a New York nel 1990, quando distribuisce siringhe sterili in opposizione alla legge americana sulle prescrizioni mediche, e a Kabul, in Afghanistan, per aver fotografato alcune donne: quando viene portata in carcere dai talebani la leader radicale è Commissaria europea in carica per la politica dei consumatori, la pesca e gli aiuti umanitari.

Per tutti gli anni Novanta sostiene con forza anche campagne internazionali contro i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia e in Ruanda e per la moratoria sulla pena di morte, sancita dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 2007. Da Commissaria europea lotta per aumentare l'attenzione sui massacri di Srebrenica e sostiene l'intervento militare in Bosnia e in Kosovo, compiendo una scelta dura che segna un'importante frattura con il movimento pacifista. Promotrice di diversi referendum nella sua carriera, a partire da quello sull'aborto, Bonino è sin dagli inizi un punto di riferimento del femminismo italiano ed europeo: nel 1975, prima del suo primo incarico parlamentare, fonda il CISA (Centro Informazione sulla Sterilizzazione e l'Aborto) e in seguito si consegna autonomamente all'arresto per sensibilizzare sulla questione dell'accessibilità a un aborto libero e sicuro in Italia.

Battaglie, queste, che porta con sé lungo tutta la sua vita: nel 1998 sostiene “Un fiore per le donne di Kabul”, azione internazionale per contrastare la discriminazione delle donne nell'Afghanistan guidato dai talebani; nel 2003 lotta per la ratifica del Protocollo di Maputo sui “Diritti delle donne in Africa” alla Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli; promuove inoltre la campagna internazionale "Stop FGM" per l'abolizione delle mutilazioni genitali femminili.  

Dopo un'intensa stagione di missioni per l'affermazione dei diritti nel mondo, negli anni Duemila è ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo Governo Prodi, durato dal 2006 al 2008; torna a ricoprire un ruolo simile dal 2013 al 2014 come ministra degli Esteri sotto il Governo Letta. Per sette volte eletta alla Camera e due al Senato, l'ex ministra ha sempre fatto parte di coalizioni di centro-sinistra, tranne quando nella XII legislatura (dal 1994 al 1996) si è seduta tra i banchi del centro-destra. Dopo una vita all'interno del Partito Radicale e dei Radicali Italiani, Emma Bonino prosegue la sua strada politica con la formazione di tipo federalista europea e liberale +Europa, lanciata alla fine del 2017 in vista delle elezioni del 2018, diventata un vero e proprio partito nel 2019. Il mondo della politica italiana ed europea si stringe intorno al ricordo di una delle sue più influenti figure, che per cinque decenni ha rappresentato nelle strade e nelle istituzioni una voce instancabile per la conquista dei diritti civili.

i RADICALI. “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. Una nota dei Radicali annuncia la morte della sua leader. “Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore”. 

MELONI. “Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su Facebook.

(11 SET / sio)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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