"Ci sono 350 aziende italiane che continuano a operare in Russia, malgrado la guerra e le sanzioni. Sono aziende eroiche per le quali già essere ascoltate è importante" e “posso contribuire a facilitare un canale di ascolto per segnalare alle autorità competenti i problemi concreti delle nostre imprese, dalle transazioni alla logistica”. Lo afferma, in un'intervista al Sole 24 Ore, il vicepremier Matteo Salvini, dopo un incontro a Milano con una delegazione di imprenditori di “aziende che portano fatturato in Italia operando in Russia". Sottolineando che "è mio dovere da vicepremier, se mi chiamano delle imprese, ascoltarle", il ministro evidenzia che tra i problemi segnalati figurano quelli "nelle transazioni e nei pagamenti internazionali, con le dogane, con le esportazioni, di tipo logistico, di trasferimento di capitali fuori dalla Federazione russa" oltre al rischio di "subire contro-sanzioni russe con sequestri di asset e contenziosi". Per sostenere il comparto, Salvini sottolinea che “come Italia possiamo opporci, e ne ho parlato già con il ministro Tajani, alla richiesta di alcuni Paesi di bloccare tutti i visti, compresi quelli turistici, in ingresso dalla Russia nell'Unione europea". Sul fronte geopolitico e del conflitto in Ucraina, il leader della Lega torna a sottolineare “l'atteggiamento equilibrato” del governo italiano, a sostegno dell'Ucraina ma “senza scadere nella russofobia”, “abbiamo ben chiaro chi ha aggredito e chi è stato aggredito, altrimenti non avremmo approvato tutti gli interventi umanitari, militari ed economici varati finora a favore della popolazione ucraina, ma siamo a 4 anni e mezzo dall'inizio della guerra. È tempo che la diplomazia si sostituisca alle armi" e "conto che Putin e Zelensky si siedano il prima possibile a un tavolo di trattativa nella quale immagino che ognuna delle parti rinunci a qualcosa, dal momento che nessuno dei due contendenti possa vincere la guerra sul campo". E aggiunge che "mi preoccupa il fatto che ci sia qualcuno che ritiene che anche a guerra terminata non bisognerà più avere rapporti con la Russia. Si tratterebbe di un errore clamoroso. È nostro interesse, quando le armi finalmente taceranno, tornare ad avere relazioni a tutto campo con Mosca". E conclude precisando che "non è un'ipotesi al momento plausibile" togliere le sanzioni ora, "ma mi sembra sensato domandarsi se 21 pacchetti di sanzioni siano serviti a porre fine alla guerra", "se guardo al conto energetico spesso le sanzioni hanno fatto più male agli imprenditori e ai cittadini italiani che non ad altri". (16 set - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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