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direttore Paolo Pagliaro

OBESITA’, ISS: PER 7 BAMBINI SU 10 RISCHIO ANCHE IN ETA’ ADULTA

L’obesità infantile non è una condizione transitoria, ma una patologia cronica che spesso accompagna bambini e adolescenti fino all’età adulta, incrementando sensibilmente il rischio di diabete, malattie cardiovascolari, patologie tumorali e disturbi psicologici. È quanto emerge al convegno promosso dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in collaborazione con l’Associazione Medici Endocrinologi (Ame Ets) dal titolo “Linee guida per la gestione del sovrappeso e dell’obesità in età adolescenziale”.

“Studi longitudinali – sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone – hanno evidenziato che circa il 55% dei bambini obesi rimane obeso durante l’adolescenza e che oltre il 70% degli adolescenti con obesità continua a esserlo in età adulta". "Questi numeri – sottolinea Bellantone – non sono semplici dati clinici, ma testimoniano una sfida di sanità pubblica che si vince investendo sulla crescita culturale e sul ruolo strategico del sistema educativo.”. Questo fenomeno, definito tracking dell’obesità, è il risultato di una complessa interazione tra fattori genetici, ambientali, comportamentali e socioeconomici."

"Il dato conferma che l’obesità non va considerata una fase transitoria, dalla quale si possa semplicemente attendere di uscire con la crescita – ricorda Roberto Vettor, direttore scientifico e coordinatore clinico del Centro per le Malattie Metaboliche e della Nutrizione dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Research Hospital di Rozzano – Quando l’obesità compare in età evolutiva, la probabilità che si mantenga nel tempo è elevata e con essa aumenta anche l’esposizione prolungata ai suoi effetti metabolici e alle potenziali complicanze. L’adolescenza rappresenta una finestra decisiva: intervenire precocemente modifica la traiettoria della malattia prima che questa si consolidi nell’età adulta. In altri termini: esiste un continuum di malattia e deve esistere anche un continuum di terapia: la presa in carico deve accompagnare il paziente nelle diverse fasi della vita, adattandosi all’evoluzione della condizione e alla risposta agli interventi".(red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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