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direttore Paolo Pagliaro

USA, SI’ ALLE SANZIONI
ANTI-ECONOMIA RUSSA

USA, SI’ ALLE SANZIONI <BR> ANTI-ECONOMIA RUSSA

“Questo provvedimento costringe i Paesi che mantengono a galla l'economia di guerra di Mosca a compiere una scelta fondamentale: scegliere tra fare affari con l'America o continuare ad acquistare energia russa”. Nelle parole della senatrice repubblicana Darline Graham, nominata alla Camera Alta degli Stati Uniti al posto del fratello, il senatore Lindsey Graham (NELLA FOTO), deceduto a luglio, si trova il filo conduttore dell'iniziativa bipartisan intitolata alla memoria del politico da poco scomparso. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato nella notte italiana il disegno di legge sulle sanzioni contro Russia e Iran, incassando 262 voti favorevoli e 159 contrari. L'ampio pacchetto normativo punta a imporre sanzioni primarie e secondarie nei confronti di Mosca e delle nazioni partner che ne sostengono lo sforzo bellico nell'invasione dell'Ucraina.

Il testo legislativo prende direttamente di mira gli oligarchi e i funzionari politici del Cremlino, i colossi bancari e le istituzioni finanziarie, oltre alla cosiddetta flotta ombra utilizzata per aggirare i tetti al prezzo del greggio. Tra le pieghe del documento viene conferita al presidente la facoltà di applicare dazi doganali punitivi, delimitandone tuttavia la portata esecutiva ai cinque maggiori Paesi importatori di petrolio o gas russo e ai cinque Stati maggiormente responsabili delle triangolazioni commerciali volte all'elusione delle sanzioni energetiche. Nel testo è inserita anche una clausola volta a blindare l'efficacia temporale delle restrizioni, impedendo che l'autorità sanzionatoria possa decadere e soffocando così i canali di finanziamento destinati ai settori strategici dell'energia e degli armamenti iraniani.

ONDATE DI DRONI SUI CENTRI URBANI E SCONTRI NEL QUADRANTE DI KHARKIV. Mentre la diplomazia parlamentare americana tenta di prosciugare le risorse finanziarie di Mosca, il conflitto sul terreno continua ad azzerare ogni margine di tregua, colpendo duro le infrastrutture civili ucraine. Nelle ultime ore, le forze d'invasione hanno sferrato un violento attacco notturno sulla capitale Kiev, provocando il ferimento di almeno dodici persone e causando danni diffusi a diverse strutture residenziali. La pressione aerea russa non si è limitata al nord del Paese: un raid condotto con droni kamikaze ha centrato un grattacielo nella città portuale di Odessa, provocando il ferimento di tre civili, tra i quali figura anche un bambino.

Sul fronte nord-orientale, la dinamica dei combattimenti terrestri registra un persistente inasprimento. Nella zona di Volchansk, lungo il settore di Kharkiv, le forze armate russe hanno comunicato di aver intercettato e distrutto un gruppo d'assalto delle forze armate ucraine che tentava uno sfondamento tattico nei pressi di una roccaforte difensiva. Le ostilità ad alta intensità lungo la linea di contatto riflettono la volontà del comando russo di mantenere un'elevata pressione per impedire il consolidamento delle posizioni difensive di Kiev.

L'ESCALATION NEI CIELI DEL BALTICO E I MESSAGGI DEL CREMLINO. L'attrito tra la Russia e i Paesi del blocco atlantico ha raggiunto vette di elevata pericolosità anche al di fuori dei confini strettamente ucraini. Mosca ha assegnato un riconoscimento ufficiale al comandante della nave da guerra che ha lanciato due razzi di segnalazione contro un elicottero dell'aeronautica militare danese. La mossa del Ministero della Difesa russo invia un segnale inequivocabile agli alleati della NATO: la determinazione del Cremlino nell'esercitare la massima pressione militare ai confini nord-occidentali dell'Europa non intende arretrare.

L'episodio risale al 14 settembre, quando, durante una missione di perlustrazione nella porzione sud-occidentale del Mar Baltico, la corvetta russa ha individuato un bersaglio aereo identificato come un elicottero Fennec della Danimarca “che si stava avvicinando alla nave da guerra russa e non rispondeva alle chiamate attraverso un canale di comunicazione internazionale”, secondo la ricostruzione ufficiale fornita dalle autorità militari di Mosca. “Per prevenire una provocazione da parte del velivolo danese, il comandante della corvetta ha deciso di sparare due razzi di segnalazione rossi, dopodiché l'elicottero ha lasciato la zona in cui si trovava la nave da guerra russa”, ha precisato il Ministero della Difesa russo.

Di segno opposto la ricostruzione diffusa il 15 settembre dalle Forze Armate della Danimarca, secondo cui l'unità navale russa avrebbe diretto i colpi pirotecnici intenzionalmente verso l'aeromobile in volo, al punto che uno dei razzi sarebbe passato a brevissima distanza dalla struttura dell'elicottero. Di fronte all'accaduto, il Ministero degli Esteri danese ha qualificato la condotta navale russa come “completamente inaccettabile” e ha immediatamente convocato per chiarimenti l'ambasciatore russo Vladimir Barbin. Da Copenaghen si sottolinea inoltre come Mosca stia orchestrando una campagna strisciante mirata a coordinare atti di sabotaggio contro le infrastrutture e l'industria della difesa del Paese scandinavo.

LA REPLICA ALLEATA E LA FERMEZZA DEL BLOCCO ATLANTICO. La reazione delle diplomazie occidentali alle manovre di disturbo russe nel bacino del Baltico non si è fatta attendere, evidenziando una crescente convergenza nell'analisi del rischio. “Nei giorni scorsi, una nave da guerra russa ha minacciato un elicottero danese, la NATO ha intercettato un drone sopra la Lituania e la Russia ha attaccato un treno passeggeri vicino al confine tra Ucraina e Polonia: una serie di provocazioni che mettono alla prova la nostra determinazione. Questi tentativi falliranno”, ha dichiarato oggi il Ministero degli Affari Esteri del Canada attraverso una nota diffusa sul proprio profilo ufficiale su X.

Dal ministero canadese è stato rimarcato con decisione che “la NATO sta proteggendo lo spazio aereo degli Alleati”, ribadendo la compattezza della risposta collettiva di fronte alle iniziative di guerra ibrida intraprese da Mosca. “Il Canada è al fianco di Danimarca, Lituania e Ucraina. Il nostro impegno nei confronti della NATO e dell'Ucraina non verrà meno”, conclude la dichiarazione diplomatica. L'accumularsi di questi attriti collaterali dimostra come il confronto aperto tra la Russia e i sostenitori di Kiev stia progressivamente valicando il teatro operativo ucraino per investire direttamente gli equilibri di sicurezza dell'intero continente europeo. (17 SET – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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