La nuova settimana vede l’espansione dell'Anticiclone delle Azzorre a garanzia di una maggiore stabilità atmosferica su gran parte dell'Italia. Faranno eccezione il Sud e la Sicilia, ancora interessati da una residua circolazione depressionaria responsabile delle ultime piogge. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma “l'espansione dell'Anticiclone delle Azzorre sull'Europa occidentale e su parte del bacino del Mediterraneo. Si tratta di una vasta area semi-permanente di alta pressione di origine oceanica che, quando si estende verso est, ostacola l'arrivo delle perturbazioni atlantiche, portando tempo soleggiato e venti deboli. Questo assetto garantirà una forte stabilità atmosferica in avvio di settimana su buona parte del Paese, con prevalenza di cieli sereni e temperature ancora oltre le medie climatiche di circa 4-5 gradi. In città come Torino, Milano e Bologna sono previsti valori massimi intorno ai 28-29°C, che sfioreranno i 30°C a Firenze e Roma. Calabria e Sicilia, al contrario, risentiranno ancora degli effetti della circolazione depressionaria in allontanamento. Questa configurazione manterrà un'instabilità residua, con la possibilità di nuove precipitazioni sia nel corso di lunedì 21 che di martedì 22. Un generale cambio di circolazione è atteso per mercoledì 23, in concomitanza con l'equinozio d'Autunno e con l’arrivo di correnti più fresche provenienti dal Nord Europa. Questo flusso d'aria porterà a un generale calo delle temperature, riallineando i valori alla media stagionale. A seguire, il cedimento dell'alta pressione permetterà l'ingresso di un nuovo fronte instabile, che interesserà inizialmente le regioni del Nord-Est per poi estendersi verso il Centro-Sud, portando nuove piogge e un generale rinforzo dei venti”.
Come spiegano i meteorologi di TempoItalia.it il cedimento dell'Anticiclone delle Azzorre apre la porta a una goccia fredda che tra il 23 e il 26 settembre potrebbe portare temporali da Nord a Sud Italia e un netto calo delle temperature: “Nel corso della settimana l'Anticiclone delle Azzorre è destinato a spaccarsi. Da ovest viene attaccato da una fortissima area di bassa pressione centrata nel mare a sud dell'Islanda, collegata a una perturbazione diretta verso l'Europa occidentale. L'indebolimento dell'alta pressione favorisce così l'arrivo di aria instabile proveniente dai Balcani e dalla Russia europea, spinta da un promontorio anticiclonico che si posiziona proprio sulla Russia europea e spinge aria fresca verso occidente. È una novità rilevante: per la prima volta in questa fase l'aria fresca viaggia da est verso ovest. Il passaggio più interessante potrebbe arrivare a partire da martedì, quando una prima discesa di aria fredda si muoverà verso l'Europa sudorientale, interessando soprattutto l'area balcanica: in questa fase l'Italia resterebbe solo marginalmente coinvolta. La situazione può però evolvere rapidamente. Un secondo impulso freddo potrebbe essere agganciato dalla circolazione depressionaria presente sull'Europa orientale, favorendo l'isolamento di una goccia fredda che, in un secondo momento, potrebbe muoversi verso ovest puntando in direzione dell'Italia, portando aria decisamente più fresca e condizioni più instabili. Resta comunque necessaria una certa prudenza: a questa distanza temporale, anche piccoli spostamenti nella posizione delle figure bariche possono modificare sensibilmente la traiettoria del nucleo freddo, e poche centinaia di chilometri possono significare, per alcune regioni, la differenza tra un coinvolgimento diretto e un effetto marginale. È dunque prematuro parlare già oggi di un peggioramento generalizzato. Se la configurazione dovesse confermarsi, però, il contrasto tra l'aria fresca in arrivo in quota e quella ancora mite sul Mediterraneo potrebbe favorire lo sviluppo di nuvolosità e precipitazioni, anche di carattere temporalesco nelle aree più esposte, in una fase di instabilità diffusa attesa tra il 23 e il 26 settembre. Le regioni più probabilmente coinvolte dai temporali sono Lombardia, Piemonte orientale, Veneto, Friuli Venezia Giulia, tutto il Centro Italia, la Campania e infine anche il Sud. I fenomeni saranno probabilmente più intensi sul settore adriatico, in Romagna, nelle Marche, poi in Puglia e forse anche in Toscana. Le Isole Maggiori, Sardegna e Sicilia, restano invece ancora calde, coinvolte dall'aria che arriva dal Nord Africa, mentre il Nord Italia, in particolare le zone adriatiche, sarà molto più esposto alle nuove masse d'aria fredda. Il calo termico interesserà soprattutto i valori massimi, più marcato nelle zone raggiunte direttamente dalla massa d'aria fredda. Non significa che l'estate sparisca improvvisamente né che l'autunno prenda definitivamente il sopravvento: le dinamiche atmosferiche di questo periodo restano molto variabili, con rapide alternanze tra fasi fresche e nuove parentesi miti. Il segnale, comunque, è oggi più consistente rispetto alle precedenti elaborazioni dei modelli matematici, e merita di essere seguito con attenzione. Guardando oltre, verso i primi giorni di ottobre, tra le Isole Azzorre e il Portogallo potrebbe formarsi una bassa pressione dal carattere simil-tropicale, situazione tipica di fine estate e inizio autunno in quel settore d'oceano. Se dovesse concretizzarsi, questa figura richiamerebbe verso l'Italia aria calda, localmente molto calda, con valori comunque in linea con la climatologia di ottobre”. (21 set - red)
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