Oggi, alle ore 17, nella Sala della Regina della Camera (e in diretta streaming), sarà presentata ufficialmente l’Edizione Nazionale delle Opere di Aldo Moro, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La cerimonia si svolgerà nel giorno dell’anniversario della nascita di Aldo Moro e rappresenta il momento conclusivo di un percorso editoriale e scientifico avviato nel 2021. La piattaforma digitale, aperta e accessibile a chiunque, è stata realizzata nell’ambito di AlmaDL, la biblioteca digitale dell’Università di Bologna, e con il contributo tecnico-scientifico del Digital Humanities Advanced Research Centre (DH.arc) dell’ateneo. Lo storico Renato Moro - nipote e biografo di Aldo Moro - in un memorabile intervento al Quirinale, in occasione del centenario della nascita, avanzò l'appello a “liberare Moro dal carcere brigatista”, superando finalmente la tendenza a leggere la sua vicenda “dalla sua fine, come se quest'ultima fosse la chiave rivelatrice di tutto”. Ne scaturì il progetto di mettere online tutto il suo pensiero di politico, cattolico e giurista. Ci sono voluti dieci anni per completare un lavoro enorme, ora tutto a portata di clic, a beneficio soprattutto di coloro che non hanno avuto modo di conoscerlo in vita e non sono stati aiutati a conoscerlo dopo, per come avrebbe meritato, basti pensare all'introduzione dell'educazione civica nelle scuole. “Se si parla degli anni Settanta l'immagine simbolo resta quella di Aldo Moro nella sua prigione; il caso Moro ha continuato a ispirare libri, film, documentari, opere teatrali. Ma al tempo stesso sono stati condotti tanti studi nuovi, con esiti sorprendenti, sulla sua vita e la sua azione politica e sulle motivazioni che l'anno ispirata” afferma in una intervista ad Avvenire. “Moro è stato, e forse prima di tutto, un intellettuale, un osservatore lucido e attento come pochi delle trasformazioni globali della politica e dei problemi della nostra società". A quali sorprese vi siete trovati di fronte? “La prima, in ordine cronologico, riguarda gli inizi del suo insegnamento a Bari: le dispense di filosofia del diritto, risalenti al 1941-1942, finora sconosciute, poi pubblicate per Cedam di Padova, nel 1943. Concepite quando c'era ancora il Regime e pubblicate per un editore che in quel momento era nella Repubblica di Salò. Eppure contengono già quelle idee sullo Stato e sulla persona che poi porterà nella Costituzione”, “si delinea già una visione istituzionale, che si distingue dagli assolutismi comunisti, fascisti e nazisti, ma anche dalla visione liberale, anch'essa assolutista - in qualche modo - in chiave di libertà della persona. Per lui invece l'individuo si realizza dentro una comunità e lo stato etico di cui parla non è quello statalista di Gentile, ma mette al centro la persona e i valori di cui è portatrice. Riflessioni poi confluite nei primi articoli della Costituzione”.
Inoltre Renato Moro, presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Aldo Moro, evidenzia l'attenzione costante verso il Paese e le trasformazioni globali dei primi anni Settanta, periodo in cui "le grandi potenze su cui si reggevano gli equilibri di Yalta stavano entrando in crisi e lui con grande anticipo intravide un processo di globalizzazione in atto che solo nei decenni successivi abbiamo imparato a conoscere". E smonta l'accusa di bizantinismo: "Quella pila di giornali era il suo modo di auscultare il Paese, come diceva lui stesso, e questa sua immensa curiosità e, insieme, dedizione assoluta al bene comune, oggi lo avrebbe certamente avvicinato anche ai social". In occasione della cerimonia di oggi alla Camera dei deputati, dopo i saluti del presidente della Camera Lorenzo Fontana, sono previste l’introduzione di Renato Moro e Francesca Tomasi dell’Università di Bologna. Seguirà la tavola rotonda “L’eredità di Aldo Moro nella storia della Repubblica”, con la partecipazione di Marta Cartabia (Università Bocconi di Milano), Giovanni Mario Ceci (Università Roma Tre), Antonella Meniconi (Sapienza Università di Roma), Leopoldo Nuti (Università Roma Tre) e Paolo Pombeni (Università di Bologna), moderati da Lina Palmerini. L’Università di Bologna, che ospita e ha guidato lo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica disponibile attraverso il portale istituzionale Aldo Moro Digitale, si conferma come centro di eccellenza delle Digital Humanities del Paese. L’edizione digitale è stata sviluppata all’interno di AlmaDL – Settore dell’Area Patrimonio Culturale dedicato alla gestione, disseminazione, promozione e conservazione delle collezioni digitali prodotte dall’Ateneo, nel rispetto degli standard e delle migliori pratiche internazionali. Gli aspetti tecnico-scientifici del progetto sono stati affidati al Digital Humanities Advanced Research Centre (DH.arc) dell’Università di Bologna, diretto dalla professoressa Francesca Tomasi, con la collaborazione del gruppo di Digital Humanities della Fondazione Bruno Kessler di Trento. “Realizzare un’edizione digitale non significa semplicemente trasferire sul web testi che avrebbero potuto essere pubblicati su carta, - spiega Francesca Tomasi - ma anche progettare un ambiente nel quale quei testi possano essere letti, studiati, interrogati e messi in relazione fra loro e con il contesto storico, politico e culturale nel quale furono prodotti". Si tratta di un patrimonio documentale accessibile a tutte e a tutti, per mezzo di una infrastruttura web pensata per esplorare e valorizzare l’intero corpus documentale dello statista, integrando l’apparato interpretativo e storico-critico dei curatori e dei ricercatori dell’Edizione Nazionale con avanzate funzionalità di ricerca e navigazione. La piattaforma permette di orientarsi all’interno del vasto corpus attraverso indici dedicati a persone, luoghi, organizzazioni e riferimenti bibliografici, consentendo di ricostruire relazioni, contesti istituzionali, spazi geografici e fonti culturali che attraversano gli scritti di Moro. La consultazione può inoltre essere affinata attraverso filtri relativi alle tipologie documentarie, ai diversi ruoli ricoperti da Moro nel corso del tempo e alle tematiche affrontate nei suoi scritti. L'Alma Mater, inoltre, ha il compito di assicurare la continuità operativa del sito web dell’Edizione digitale, la conservazione del dataset dell’Edizione Nazionale e il deposito presso il servizio Magazzini Digitali curato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, mentre le due università nelle quali Moro fu studente e professore, l’Università di Bari “Aldo Moro” e la Sapienza Università di Roma, assicureranno la conservazione di una copia del dataset dell’Edizione Nazionale nei propri sistemi istituzionali.
Il percorso dell’Edizione Nazionale delle Opere di Aldo Moro era iniziato pubblicamente nel 2021 al Quirinale, con la presentazione del primo tomo, dedicato agli Anni giovanili (1932-1946). Da allora, il lavoro di ricercatrici e ricercatori ha portato alla consultazione e allo studio di archivi in tutta Italia, restituendo la complessità di una figura che ha attraversato alcuni dei passaggi centrali della storia della Repubblica: dalle riforme sociali all’apertura al centro-sinistra, fino al delicato dialogo della solidarietà nazionale. Con la conclusione del progetto, l'Università di Bologna e i partner scientifici consegnano a studentesse e studenti, storici e cittadini uno strumento formidabile per comprendere non solo l’uomo Moro, ma le radici stesse della nostra democrazia e della Carta Costituzionale. La cerimonia alla Camera dei deputati segna la fine del cantiere filologico, ma apre una nuova stagione di studi in cui la memoria storica si fa digitale, trasparente e universale. “La prospettiva delle Digital Humanities – conclude Tomasi -ci consente, in definitiva, di tenere insieme il rigore della ricerca filologica e storica, la formalizzazione della conoscenza e la piena accessibilità dei risultati. L’ambizione dell’Edizione digitale non è soltanto di conservare e di pubblicare le parole di Aldo Moro, ma di creare le condizioni perché da esse possano emergere relazioni, significati e conoscenze finora rimasti latenti”. (23 set – red)
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