“La biodiversità, il gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente e la nostra vita. Un patrimonio che ci interpella. La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come ‘la chiave della nostra sopravvivenza’”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è recato al Teatro Regio di Torino per partecipare alla cerimonia di inaugurazione di “Terra Madre e Salone del gusto” 2026, in occasione del 40° anniversario della nascita di Slow Food. Nel corso della cerimonia al Teatro Regio, è stato reso omaggio alla figura di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food scomparso lo scorso maggio. L’ambasciatore del Regno Unito in Italia, Stephen Hickey, ha dato lettura di una lettera inviata da re Carlo III per l'occasione. Dopo i saluti del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo e del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sono intervenuti Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, alcuni delegati della rete Terra Madre, e il presidente di Slow Food International, Edward Mukiibi. “È una responsabilità - continua Mattarella - per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali. Impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, desertificazione di territori, cambiamenti climatici, scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, sono davanti a tutti. Si tratta del grande tema della sostenibilità, fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. E se oggi tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative. La biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore”. “La biodiversità, ripeteva Petrini, è ricerca, è incontro; è cultura di solidarietà e di pace” sottolinea ancora Mattarella, per poi aggiungere: “E appare appieno il valore della terra, delle terre, a partire da quelle coltivabili. Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica. Sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili. Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. Sprecando immani risorse. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta non curanza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull’ambiente. Anche su questo terreno incontriamo Petrini, in consonanza con la ‘Laudato Si’’, dice il capo dello Stato citando l’enciclica di Papa Francesco. “È la prima edizione di Terra Madre senza Carlo Petrini, il suo ideatore e rappresenta, sin dal suo slogan ‘Biodiversity – Be diversity’, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che è riuscito con successo ad aprire con tante realtà locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali – ha detto infine Mattarella - È davvero l’occasione per rivolgergli un pensiero di riconoscenza molto grande da parte della nostra Repubblica”. (Roc)
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