Saranno gli uffici scolastici territoriali provinciali a coordinare l’assegnazione a scuole vicine quando venga superato il limite del 30% per gli studenti stranieri che non conoscono adeguatamente l’italiano. Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, illustrando il decreto scuola. Il ministro ha precisato che la misura riguarda la conoscenza della lingua e che il trasferimento dovrà avvenire verso istituti di prossimità: "Non si tratta di mandare il ragazzo a 20 km di distanza". Il coordinamento provinciale, ha aggiunto, servirà a evitare inerzie o mancate intese tra dirigenti. Valditara ha ricordato che il tema è stato affrontato da diversi ministri dal 1990, ma finora attraverso circolari con valore di raccomandazione. Con il decreto, ha affermato, il limite diventa vincolante. Per quanto riguarda gli studenti con gravi problemi di inserimento scolastico e deficit linguistici, la scuola dovrà segnalare la situazione ai servizi sociali, che disporranno un percorso di apprendimento dell’italiano per i genitori. Per i genitori che rifiuteranno di partecipare sono previste sanzioni da 100 a 1.000 euro, ha spiegato il ministro. “Io non so chi vi dà queste bozze evidentemente qualcuno dell'opposizione". Con queste parole il ministro ha invece replicato alla richiesta di chiarire se fosse mai esistita una bozza che prevedeva l’allontanamento del minore in caso di mancata partecipazione dei genitori ai corsi di italiano. Il decreto scuola introduce inoltre il divieto di accedere alle attività formative con il volto coperto. Per i genitori, ha riferito, sono previste sanzioni da 200 a 1.000 euro. Valditara ha inoltre sostenuto che il divieto non può essere utilizzato come motivo per sottrarre i figli alla frequenza scolastica. (alp-mol-24 set)
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