Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

MACRON: LA RUSSIA
VUOLE L’ESCALATION

MACRON: LA RUSSIA <BR> VUOLE L’ESCALATION

“È chiaro che ci sono stati diversi segnali che indicano che la Russia si sta organizzando per farlo”. Riportando questa precisa valutazione d'intelligence il presidente francese Emmanuel Macron, parlando ieri sera in diretta sulle emittenti TF1 e France 2, ha tracciato il quadro di un'imminente escalation militare nel teatro europeo. Secondo il capo dello Stato transalpino, la prospettiva che Mosca avvii a breve una nuova mobilitazione di massa coinvolgendo almeno 300.000 soldati “è uno scenario che ci sembra credibile”, configurando un rischio concreto non solo per la tenuta del fronte orientale, ma per l'intera architettura di sicurezza continentale. Analizzando lo stato delle operazioni sul campo, l'inquilino dell'Eliseo ha dipinto un quadro drammatico sulle reali ambizioni del Cremlino, sottolineando come la leadership russa stia apertamente segnalando di essere “pronta a fare ulteriori sacrifici per conquistare tutto il Donbass”. Una strategia d'attrito che tuttavia richiederà tempi lunghi e costi umani devastanti: Macron ha stimato che, con i ritmi attuali, al presidente russo Vladimir Putin serviranno ancora “un anno e mezzo, due anni” per riuscire a occupare i territori della regione non ancora sotto il controllo delle sue truppe, scontando “perdite terribili e un'Ucraina sofferente”. Uno scenario di fronte al quale il leader francese ha ribadito la fermezza della linea occidentale: “Qual è la nostra responsabilità? Aiutare l'Ucraina a resistere. Ed è quello che abbiamo fatto fin dall'inizio”.

I SEGNALI DELL'IBRIDO: DALLE RETI SOVVERSIVE AI RAID SU KIEV. L'analisi sulla quale si poggia il ragionamento dell'Eliseo non limita la minaccia al perimetro del fronte bellico, ma inserisce l'azione di Mosca in una strategia d'aggressione diffusa che mirerebbe direttamente ai Paesi europei. Il capo di Stato ha citato quale prova tangibile l’episodio verificatosi all'inizio di agosto presso l'aeroporto di Lipsia, in Germania, dove sono stati rinvenuti droni carichi di esplosivo destinati a colpire velivoli ucraini stazionati e capaci di “provocare un'ecatombe”. Una recrudescenza di “atti ostili e talvolta criminali contro i paesi europei” che – a fetta di Macron - svelerebbe la logica strategica russa: poiché l'Europa garantisce il supporto logistico a Kiev, “la Russia considera l'Europa la profondità strategica dell'Ucraina”. Macron (come già il nostro ministro degli Esteri Guido Crosetto) ha comunque smentito categoricamente le indiscrezioni di El Mundo sui possibili attacchi con droni russi via mare a Spagna, Italia e Francia (“La CIA non ha informato i nostri servizi di un simile attacco”).

Intanto, sul campo le operazioni belliche non si arrestano. Nella notte la guerra reale è tornata infatti a insanguinare i centri urbani della capitale ucraina. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha confermato una serie di violenti strike con droni e vettori balistici che hanno provocato danni e feriti. Nel distretto di Solomiansky, l'impatto di un velivolo senza pilota ha causato un incendio in un'area aperta vicina a un edificio non residenziale, provocando il ferimento di una persona; nello stesso quartiere, un secondo drone ha centrato il quarto piano di un palazzo residenziale di 25 piani. Ulteriori esplosioni si sono verificate nel distretto di Podilsky, dove è stato devastato un immobile commerciale, confermando lo stato di allarme aereo costante che ha preceduto le prime luci dell'alba.

I DOCUMENTI SEGRETI DI MOSCA: IL PIANO PER DISTRUGGERE LA RETE ENERGETICA. A confermare il carattere programmatico e cinico della strategia russa si aggiungono le sconcertanti rivelazioni diffuse nelle ultime ore sulle intenzioni del Cremlino per la stagione fredda. Nel corso di una dettagliata intervista, il ministro dell'Energia Denys Shmyhal ha reso noto che i servizi segreti ucraini sono entrati in possesso di due voluminosi documenti strategici russi contenenti i piani operativi dettagliati per l'abbattimento sistematico dell'infrastruttura energetica e idrica del Paese prima dell'inverno.

“I documenti contengono la strategia d'azione dei terroristi russi per questo inverno. Ha scioccato noi e i nostri partner per il suo cinismo e per l'approccio freddo e calcolato volta a distruggere il nostro sistema energetico”, ha denunciato l'esponente dell'esecutivo di Kiev. I dossier recuperati dalle spie contengono tabelle millimetriche con l'indicazione esatta del tipo e della quantità di armi — dai droni suicidi fino ai missili balistici ad alta precisione — necessarie per neutralizzare ogni singolo impianto. La pianificazione russa punta a devastare non solo le centrali elettriche e i nodi d'interconnessione con l'Europa e lungo il fiume Dnipro, ma include target sistemici come gli acquedotti, gli impianti di riscaldamento e le reti fognarie delle grandi metropoli, con capitoli specifici dedicati a Kiev, Kharkiv e Odessa.

LA DIFESA DI KIEV E LE PROSPETTIVE DI UNA TREGUA CONDIZIONATA. Di fronte a questa minaccia imminente, la risposta delle autorità di Kiev punta al rafforzamento delle barriere fisiche e alla dissuasione strategica. Shmyhal ha spiegato come siano già stati realizzati oltre 200 bunker in cemento armato sopra gli impianti considerati prioritari da Mosca, affiancati da reti speciali anti-drone e scorte massicce di pezzi di ricambio fornite dai partner occidentali. Ciononostante, il rappresentante governativo ha ammesso realisticamente la vulnerabilità del sistema: “La difesa aerea fornisce attualmente un livello di protezione pari al 90%. Ma quando sono coinvolti centinaia di missili e droni, anche quel 10% di scopertura risulta doloroso”.

L'Ucraina non intende tuttavia rimanere sulla difensiva e paventa una risposta speculare qualora i blitz dovessero iniziare: “I nostri attacchi in profondità continueranno se il nemico ci attaccherà. La Russia sentirà il dolore”, ha scandito l'esponente dell'esecutivo. Al contempo, da Kiev si apre uno spiraglio per un accordo pragmatico volta a congelare i bombardamenti strategici. Il ministro ha infatti rivelato la disponibilità a valutare una tregua bilaterale sul comparto energetico da estendere alla sicurezza marittima e al corridoio del grano nel Mar Nero: “Stiamo parlando di una cessazione degli attacchi contro il settore energetico ucraino da parte russa. Di conseguenza, si fermerebbero anche i nostri attacchi in profondità contro la raffinazione del petrolio e le loro infrastrutture. Noi siamo pronti a questa discussione; la questione è se la Russia sia pronta a un cessate il fuoco completo”. (25 SET – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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