Ottocentomila persone in piazza sabato a Parigi, le corsie e la spianata di Lourdes stipate fino all'inverosimile ieri di pellegrini e ammalati, e ora una Lorena in trepidazione che si prepara a riversarsi lungo le strade per l'ultimo abbraccio. Il viaggio pastorale di Leone XIV si chiude oggi a Metz dopo quattro giorni intensissimi, capaci di travolgere le rigidità del protocollo istituzionale e di scatenare un'affluenza di popolo che pochi avrebbero preventivato. Ad attendere il pontefice nella città della Mosella ci sarà il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, giunto questa mattina per presenziare ai momenti salienti della giornata e sedere tra i banchi della cattedrale cittadina per la solenne celebrazione eucaristica.
La presenza dell'inquilino dell'Eliseo a Metz riaccende i riflettori sui delicati ed emblematici equilibri tra la Chiesa e lo Stato francese. Se la scelta di Emmanuel Macron di partecipare alla messa celebrata da Leone XIV nella cattedrale di Saint-Étienne trova una sponda formale nel regime giuridico del Concordato — tuttora in vigore in Mosella —, è l'assenza del capo dello Stato alla grandiosa liturgia di sabato in Place de la Concorde ad aver fatto discutere la politica e la stampa transalpina. Di fronte alla marea umana che ha riempito la capitale nel secondo giorno della visita, la decisione di non mostrarsi al fianco del Papa ha sollevato reazioni contrastanti. Da Palazzo dell'Eliseo i funzionari tengono a precisare che la presenza di Macron a Metz risponde al desiderio manifestato dallo stesso pontefice di prolungare e approfondire il lungo colloquio riservato avuto venerdì mattina. Resta l'evidenza di un fenomeno che la stampa francese definisce ormai senza mezzi termini “Leone mania”, interrogandosi su come questo pontefice sia riuscito a contagiare ed entusiasmare la più laica delle nazioni.
Al di là delle formalità e della diplomazia, l'atteggiamento delle istituzioni riflette la spinta di una piazza che ha travalicato per ampiezza e partecipazione ogni più fredda previsione. Per Macron la “tappa concordataria” di Metz rappresenta la via d'uscita istituzionale per adempiere a un ruolo storico locale senza sovrapporsi alle imponenti manifestazioni di fede popolare della capitale. Ma dietro i cerimoniali resta il peso dei grandi temi geopolitici affrontati nei colloqui a porte chiuse tra la Santa Sede e l'Eliseo: dalla ricerca di una via di pace per l'Ucraina alla gestione delle emergenze migratorie, fino alla necessità di ritrovare le radici morali del continente europeo.
La giornata di oggi segna l'atto finale di questa storica visita attraverso un programma serrato. Alle ore 9:20 l'aereo pontificio è atteso all'aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine, dopo il decollo da Lourdes previsto alle ore 7:40. Alle 10 è fissato l'Incontro interreligioso presso il Robert-Schuman Convention Centre, un passaggio chiave dedicato alla convivenza e al dialogo ecumenico. A seguire, alle ore 11, nell'auditorium del centro congressi, Leone XIV pronuncerà l'atteso discorso “Alle radici dell'Europa per la pace e l'unità”, alla presenza del presidente francese e dei rappresentanti delle istituzioni.
Il momento di maggiore contatto con la gente è previsto nel pomeriggio: alle 14:30 la processione in papamobile attraverserà il cuore di Metz per permettere alla folla di salutare il pontefice fino all'arrivo in cattedrale. Alle 16 ha inizio la solenne concelebrazione eucaristica nella cattedrale di Saint-Étienne. Infine, alle 19, il decollo del volo papale dall'aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine segnerà il congedo definitivo di Leone XIV dalla Francia e il suo rientro a Roma.
La tappa odierna raccoglie il testimone dalla giornata memorabile di ieri a Lourdes. Nel santuario mariano la presenza di decine di migliaia di fedeli, famiglie e persone segnate dalla malattia ha trasformato la grande messa in un momento di profonda commozione collettiva. Nell'omelia il Papa ha toccato le corde più intime dei presenti, mettendo al centro la dignità degli ultimi e il valore dell'accoglienza, confermando l'immensa carica di empatia che ha accompagnato ogni singolo appuntamento di questo viaggio.
Fin dalle prime battute di venerdì a Parigi, con i primi incontri ufficiali e il confronto all'Eliseo, e poi nella giornata di sabato trascorsa tra il calore dei giovani e la grandiosa adunata di Place de la Concorde, il viaggio di Leone XIV ha mostrato il volto di una Chiesa capace di parlare direttamente al cuore delle persone. Tra la risposta entusiasta della piazza e la compostezza dei protocolli statali, la visita in terra francese si avvia alla conclusione lasciando un'impronta profonda sia sul piano spirituale che su quello politico. (28 SET – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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