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direttore Paolo Pagliaro

STARSHIP E' PARTITO,
RIVOLUZIONE NELLO SPAZIO

STARSHIP E' PARTITO, <br> RIVOLUZIONE NELLO SPAZIO

Oltre 120 metri di altezza e nove metri di diametro portano l’umanità un passo più vicina alla Luna e trasformano la colonizzazione di Marte da sogno a qualcosa di un po’ più simile a un progetto. Intorno alle 14,50 di oggi il razzo Starship di SpaceX, la compagnia spaziale con cui Elon Musk ha scommesso sulla conquista dello spazio, è partito per il suo primo volo orbitale dalle strutture di Starbase, nel Texas meridionale. “Starship è progettata per essere un sistema di trasporto interamente e rapidamente riutilizzabile, capace di portare persone e merci nell'orbita terrestre, sulla Luna e su Marte”, parola del miliardario sudafricano.

IL PASSAGGIO EPOCALE: DAI “PISTONI” AI “JET” DELL'ERA SPAZIALE. Imponente con i suoi 124 metri complessivi di altezza, il vettore detiene il primato di più grande e potente sistema di lancio mai assemblato nella storia della conquista spaziale. La sua struttura è suddivisa in due componenti fondamentali: il gigantesco stadio di spinta inferiore Super Heavy e la navetta superiore Ship. Per comprendere il valore della prova programmata per le prossime ore occorre ricorrere a un'analogia con la storia dell'aviazione: l'ingresso di Starship in un'orbita stabile rappresenta per l'esplorazione dello spazio profondo ciò che il passaggio dai motori a elica ai propulsori a reazione ha significato per il volo atmosferico. Fino a oggi l'umanità si è affidata a vettori monouso o solo parzialmente recuperabili, caratterizzati da costi di gestione enormi per chilogrammo trasportato. La transizione verso una flotta interamente riutilizzabile abbatterebbe drasticamente i costi di accesso alle traiettorie orbitali, trasformando l'esplorazione spaziale da evento scientifico d'eccezione a vera e propria infrastruttura logistica ed economica permanente. La riuscita delle operazioni odierne segna quindi la transizione di Starship da piattaforma dimostrativa a vettore commerciale a piena capacità operativa.

IL CARICO UTILE E LE MODIFICHE ALLO SCUDO TERMICO. La svolta operativa risiede nel vano carico della navetta. Per la prima volta, la stiva ospita 26 satelliti Starlink di terza generazione (V3), accreditati di una capacità di trasmissione pari a 1 Terabit al secondo ciascuno, in grado di aggiungere 26 Tbps complessivi alla rete globale. Tra le unità rilasciate durante la fase orbitale, tre satelliti sono dotati di sensori ottici ad alta definizione puntati direttamente sulla pancia del veicolo, con l'obiettivo di fotografare lo stato dello scudo termico prima dell'impatto con l'atmosfera. L'hardware della missione odierna corregge le criticità rilevate durante il volo numero 13 svolto nei mesi scorsi. In quell'occasione, il booster Super Heavy aveva registrato un'ostruzione da ghiaccio nelle condotte dei tre motori centrali durante la fase di rientro, compromettendo la frenata di atterraggio. Gli interventi apportati nelle ultime settimane hanno riguardato la riprogettazione dei filtri del carburante, il rafforzamento dei sistemi di riaccensione e l'installazione di nuovi meccanismi di ritenzione sulle mattonelle di ceramica per contrastare le infiltrazioni di plasma ad alta temperatura.

DALLA FASE PREPARATORIA ALL'INSERIMENTO ORBITALE. A seguito del via libera formale incassato dalla Federal Aviation Administration (FAA), le strutture della base spaziali texana sono andate avanti con le ultime manovre di caricamento del propellente crio-raffreddato, composto da ossigeno e metano liquidi per la navetta in procinto di lasciare il pianeta. La cronologia preparatoria della missione ha registrato un'accelerazione decisiva a cavallo del fine settimana. Nella giornata di ieri, completata la complessa procedura di integrazione tra il booster Super Heavy B21 e la navetta Ship 41 effettuata dalle gigantesche braccia meccaniche della torre di controllo, i tecnici di terra hanno terminato le simulazioni di conteggio e la verifica incrociata dei canali di telemetria. Oggi, a valle della separazione a caldo (hot-staging) nei primi minuti di salita, è previsto che la navetta non si adagi più su un arco suborbitale a impatto guidato nell'Oceano Indiano, ma che esegua un secondo impulso dei motori Raptor a circa 25 minuti dal decollo per inserirsi in un'orbita circolare a 275 chilometri di quota. Il profilo della missione contempla circa sei orbite complete attorno al pianeta, per una durata complessiva di quasi dieci ore.

LE RIPERCUSSIONI SUL PROGRAMMA ARTEMIS E SULLA DIPLOMAZIA SPAZIALE. L'evoluzione di Starship viene monitorata con attenzione dai vertici della diplomazia e delle agenzie spaziali occidentali. Il vettore rappresenta il perno concettuale del programma Artemis dell'agenzia spaziale statunitense, che prevede l'impiego di una variante modificata di Starship come sistema di allunaggio equipaggiato (HLS) per depositare gli astronauti sulla Luna nelle missioni Artemis III e IV. Un ritardo nelle capacità di rifornimento di propellente in orbita rischierebbe di indebolire la posizione di forza di Washington nella competizione per le risorse lunari nei confronti dei programmi della Cina. Al contempo, la straordinaria capacità di carico di Starship ridefinisce la logistica della connettività e della sicurezza globale. Il rilascio simultaneo di dozzine di satelliti V3 rafforza l'egemonia delle costellazioni private a orbita bassa, ormai diventate asset strategici irrinunciabili per le comunicazioni d'emergenza e il supporto tattico nei teatri internazionali.

TRAIETTORIE DI DISCESA E PROSPETTIVE FUTURE. Al termine del suo viaggio nello spazio, la navetta azionerà un singolo motore Raptor per eseguire la frenata atmosferica e puntare verso un ammaraggio controllato nelle acque dell'Oceano Pacifico, a ovest delle coste cilene. Per il booster Super Heavy B21, il piano prevede un ammaraggio morbido guidato nel Golfo del Messico. Ma è la prova orbitale che segna il momento in cui l'esplorazione dello spazio profondo può cessare di essere una sequenza di eventi eccezionali per strutturarsi come un'architettura industriale scalabile. Il ritorno stabile sulla Luna e le prime tracce umane sulla superficie di Marte, potrebbero dunque dipendere direttamente dalla riuscita delle manovre previste per la giornata odierna. (28 set-deg-mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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