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Emigrazione, alla Camera le battaglie di Guglielmo Grossi in Svizzera

Roma, 28 set – “La Svizzera è un modello che andrebbe studiato. Era un Paese che aveva avuto uno statuto stagionale, fino al 2002, che vietava il ricongiungimento familiare e che cercò in tutti i modi di impedire la presenza dei bambini della migrazione italiana.  Parliamo della prima comunità, ancora oggi la terza nel mondo, visto che vivono 700 mila italiani in Svizzera, e arriviamo quasi a un milione se calcoliamo anche i frontalieri. E in quella storia, attraverso le pagine di Guglielmo Grossi, sindacalista e attivista politico, riscopriamo come tante battaglie  dell'associazionismo all'epoca evitarono la ghettizzazione”.  Così Toni Ricciardi, deputato Pd eletto all’estero, che a Montecitorio ha promosso la presentazione del libro “Guglielmo Grossi. Il racconto di una vita e la storia dell’emigrazione italiana in Svizzera” (Biblion) di Michele Linfozzi, ricercatore in storia contemporanea. “Allora – aggiunge Ricciardi - l'occasione è stata propizia per discutere anche di temi di stringente attualità. La scuola è lo strumento e il luogo più integrativo che esista.

 I bambini sono i primi che apprendono la lingua, i primi che sanno come giocare e convivere con l'altro. Allora da questo punto di vista credo che quello che ci siamo anche detti durante questa bella presentazione, rileggendo le pagine della storia del percorso biografico di Guglielmo Grossi, è che la scuola deve essere messa al centro come strumento di integrazione,  di comprensione e di convivenza con l'altro  e dobbiamo dire ‘no’, assolutamente, alle classi ghetto”. Secondo Irene Manzi, deputata e responsabile Scuola del Pd, il libro evoca “il tema soprattutto di quanto l'istruzione sia uno strumento importante, se ovviamente ben utilizzato per favorire una integrazione reale: in questi giorni stiamo attendendo il testo definitivo del decreto scuola del governo Meloni, uno strumento in realtà usato in modo propagandistico, con tetti che già esistono, che complicherà tra l'altro ulteriormente la vita delle scuole quando mancano invece quegli strumenti che sarebbero importanti e utili per favorire la vera integrazione, come gli insegnanti di lingua italiana per stranieri L2, scuole con classi meno numerose, più tempo pieno:  sarebbero queste le azioni necessarie, non tetti, un'azione per favorire un processo di migliore integrazione e conoscenza linguistica, di reale sostegno, non percentuali rigide che potrebbero poi spesso complicare la realtà”. “Questo lavoro – spiega l’autore – è frutto di  un lavoro di fatto collettaneo,  condiviso con il Comitato scientifico della Fondazione Ecap per ricordare una figura, una persona che in Ecap ha speso tanti anni, tante risorse, tante energie, tutte dirette a migliorare le condizioni di vita materiali dei migranti italiani in Svizzera”. “In chiusura – sottolinea Linfozzi - l'onorevole Ricciardi ha chiesto quale sarebbe stato il punto di vista di Grossi sull'attualità in chiave migratoria. Sicuramente l'esperienza della migrazione italiana ci porterebbe oggi a leggere in modo negativo il modo in cui noi italiani governiamo e cerchiamo di gestire le migrazioni che interessano stranieri che arrivano sul nostro Paese e italiani che continuano a partire o a muoversi all'interno della penisola. Quindi è un lavoro di storia, parla del passato ma parla anche del presente”. (PO / Roc / Emg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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