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REGENI, 3 CONDANNE
A 10 ANNI PER GLI 007

REGENI, 3 CONDANNE <br> A 10 ANNI PER GLI 007

Tre condanne a 10 anni di reclusione e un’assoluzione nel processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni. È la sentenza pronunciata dalla prima Corte d’Assise di Roma al termine del processo a carico di quattro appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani. La Corte ha condannato Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif a 10 anni di reclusione per il reato contestato al capo A, escludendo le aggravanti contestate, e ha assolto Tareq Sabyr dal medesimo capo “per non aver commesso il fatto”. Per i tre condannati è stata disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La Corte ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

 “Credo si possa dire, da ciò che il dispositivo consente di individuare, che la parte sostanziale, principale, dell’impianto accusatorio abbia retto”. Lo ha detto il procuratore di Roma Francesco Lo Voi commentando la sentenza della prima Corte d’Assise nel processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni, che si è concluso con tre condanne a 10 anni e un’assoluzione. “Dovremo attendere, come di consueto, la lettura delle motivazioni per riuscire ad avere il quadro completo del ragionamento della Corte d’Assise”, ha precisato Lo Voi. Il procuratore ha sottolineato che il risultato è stato raggiunto “nonostante quella che possiamo tranquillamente definire una cooperazione non particolarmente proficua da parte delle autorità egiziane”. “Il lavoro svolto – ha aggiunto, ringraziando il collega Sergio Colaiocco – è stato decisamente positivo e fruttuoso”.

Essere riusciti a celebrare il processo per il sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni davanti a una Corte d’Assise “autonoma ed indipendente” è uno degli elementi di cui la Procura di Roma si è detta “particolarmente soddisfatta” dopo la sentenza che ha condannato tre dei quattro imputati a 10 anni di reclusione. Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha ricordato che il procedimento rischiava “di non poter procedere”, ma che, “attivando anche la Corte costituzionale”, è stato possibile portarlo avanti. Lo Voi ha sottolineato inoltre che gli imputati, pur assenti, “sono stati egregiamente rappresentati dai difensori d’ufficio che hanno potuto svolgere il loro compito così come i difensori di parte civile”. “Questi due elementi sono particolarmente importanti”, ha concluso il procuratore, rinviando ogni ulteriore valutazione alla lettura delle motivazioni della sentenza.

(alp)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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