“Se qualcuno mi chiedesse se sono nel panico... no, non lo sono. Dormo tranquillo la notte. Tuttavia, ritengo che le preoccupazioni sollevate da molti esperti e specialisti del settore debbano essere prese sul serio. Non credo si tratti di fake news”. Così il Papa, parlando con i giornalisti a bordo del volo di rientro dal viaggio in Francia, in merito alle nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale. E sottolinea che “limitarsi a dire ‘oh, non succederà’ e chiudere gli occhi di fronte alla realtà non credo sia l'approccio più responsabile”. Affrontando poi il tema dell'ascesa dei movimenti populisti in Europa, il pontefice sottolinea che “sarebbe interessante studiare se c'è un legame, e quale, tra la crescita di questi gruppi e una certa forma di religiosità che non solo ai miei occhi, ma anche secondo le Chiese cattolica e protestante in Germania, non costituisce un'espressione autentica del cristianesimo. Il Vangelo non predica odio e divisione, ma comprensione, compassione e accompagnamento”, precisando inoltre che “dobbiamo far capire alle persone di buona volontà che aderire a idee estremiste è suscettibile di causare danni ben peggiori di quelli che possiamo immaginare ora”. Sul fronte della diplomazia internazionale e dei conflitti in corso, il Papa ribadisce infine la posizione della Santa Sede evidenziando che “ci sono leader di Paesi che tornano a parlare di armi nucleari e guerre ogni volta più distruttive. La Chiesa non pensa che si debba continuare ad armarsi, quando con questi milioni di milioni di euro o di dollari si potrebbero risolvere problemi come la fame mondo, l'alloggio, la disoccupazione. La Chiesa ha la responsabilità di invitare continuamente i leader di Russia, Ucraina e altri Paesi a dialogare”. (29 set - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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