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Media, Grippo (Az): Pluralismo sotto attacco anche in democrazie, bene Consiglio d’Europa

Roma, 1 ott – “La possibilità del giornalismo di esercitare liberamente la propria funzione nelle nostre democrazie passa anche dall'assetto proprietario dei media, per questo sono molto contenta che dopo due anni di lavoro il consiglio d'europa abbia votato la mia risoluzione”. Lo ha detto la deputata di Azione Valentina Grippo, intervistata dopo l'approvazione da parte del Consiglio d'Europa di una sua risoluzione sul pluralismo dei media e sulle crescenti minacce all'indipendenza dell'informazione. Il testo affronta “i cosiddetti media capture, cioè quando dei grandi soggetti privati acquisiscono la stampa indipendente e locale”, ma anche “l'ingerenza dei governi nell'indirizzo editoriale dei giornali” e la necessità di tutelare “i piccoli giornali di prossimità dell'informazione locale”. La risoluzione, ha sottolineato la deputata, è stata accompagnata da “una grande adesione di tutti gli Stati e di tutti i gruppi politici” e da un rapporto che analizza “paese per paese” le diverse situazioni. “Alcuni Stati si sono risentiti, ad esempio la Turchia o l'Ungheria, di alcune critiche che sono arrivate alla effettiva ingerenza del governo o di proprietari privati sull'indipendenza dei media”, ha spiegato Grippo. “Noi abbiamo veramente cercato di fare un lavoro obiettivo”. Secondo la deputata, però, il problema dell'indipendenza dell'informazione non riguarda soltanto i Paesi nei quali sono più evidenti le interferenze del potere politico. “I giornalisti che muoiono in Ucraina, che muoiono in Palestina, evidentemente sono sotto attacco quando viene messa a rischio la loro esistenza fisica, ma il giornalismo libero purtroppo è sotto attacco anche nelle democrazie, dove invece tutto sembrerebbe andare nel migliore dei modi”, ha detto. “Ne abbiamo parlato più volte, per esempio, delle SLAPP, delle cause temerarie che vengono fatte a danno dei giornalisti, della precarietà dei collaboratori che diventa un modo per non consentire poi la vera libertà di chi vuole fare informazione”.
Grippo ha richiamato anche il caso italiano e il tema dell'indipendenza del servizio pubblico, ricordando che della proprietà e dell'indirizzo dei media si è discusso anche “quando abbiamo parlato di Rai”. L'obiettivo della risoluzione, ha spiegato, è dare “un indirizzo sia agli Stati che fanno parte del Consiglio d'Europa, sia ai governi che guidano questi Stati, affinché si cerchi di resistere in qualche modo e si facciano delle azioni concrete”. Tra le nuove minacce affrontate nel rapporto c'è anche quella legata all'intelligenza artificiale e agli algoritmi. “Oggi molti di noi non si rivolgono più né direttamente alla stampa, agli organi di informazione, né ai motori di ricerca, ma chiedono direttamente all'intelligenza artificiale di fornire delle informazioni su qualcosa”, ha osservato Grippo. “Questa intelligenza artificiale, che si presenta come neutra dal punto di vista dell'indirizzo dell'opinione, in realtà invece indirizza tantissimo sia nello scegliere quali fonti di informazione proporre, sia nel selezionare alcune informazioni, censurarne altre”. “L'intelligenza artificiale oggi è in mano soprattutto all'economia e ragiona con il ragionamento, diciamo, dei soldi”, ha concluso la deputata. “Ma domani uno Stato dittatoriale, in una situazione di conflitto, questi strumenti potrebbero essere usati ancora peggio”.
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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