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direttore Paolo Pagliaro

EBOLA ARRIVA IN KENYA,
OLTRE 8MILA MORTI IN RDC

EBOLA ARRIVA IN KENYA, <BR> OLTRE 8MILA MORTI IN RDC

In Kenya, a seguito dell’annuncio da parte del ministero della salute del primo caso confermato di Ebola nel paese e del successivo decesso a Nairobi (di un cittadino keniano che risiedeva nella RDC) Medici Senza Frontiere sta monitorando la situazione in coordinamento con le autorità locali. Dall’inizio dell’epidemia che si è diffusa nella Repubblica Democratica del Congo ed in Uganda, anche in Kenya MSF ha sostenuto attivamente la preparazione per frenare la diffusione del virus in diverse aree. Nel giugno scorso MSF ha aperto un centro di simulazione e formazione sull’Ebola nella contea di Kajiado, vicino a Nairobi, per sostenere le attività di preparazione del personale di MSF in partenza per la RDC, del personale del ministero della salute, degli operatori sanitari locali e delle organizzazioni partner. La struttura riproduce un centro di trattamento per l’Ebola e offre formazione sull’uso sicuro dei dispositivi di protezione individuale, sulle misure di prevenzione e controllo dei contagi e sulle procedure di risposta alle emergenze. In totale, 355 professionisti, tra cui 84 operatori sanitari keniani, hanno ricevuto formazione presso il centro.

 

A luglio, il dipartimento della salute della contea di Mombasa, con il supporto di MSF, ha istituito un centro di formazione sull’Ebola presso il Port Reitz Sub-County Hospital per rafforzare la preparazione a una possibile epidemia. Più recentemente, nella contea di Busia, al confine tra Kenya e Uganda, le équipe di MSF hanno supportato il personale del ministero della salute nelle attività di preparazione, compresi l’isolamento e la gestione dei casi sospetti di Ebola e l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo dei contagi.  MSF ha una vasta esperienza nella risposta alle epidemie di Ebola, compresa la risposta tuttora in corso nella RDC, dove oltre 8.200 persone sono state contagiate e 4.000 sono morte.  La RDC rappresenta l'epicentro dell'attuale epidemia, che si sta diffondendo a ritmi senza precedenti. L'Unicef ha lanciato l'allarme segnalando la morte di oltre 1.000 bambini e centinaia di orfani. Gli sforzi per frenare il virus sono ostacolati dal contesto umanitario complesso e da tensioni nelle aree colpite, che rallentano l'intervento del personale sanitario. In Kenya al momento ci sono 28 persone sotto stretta sorveglianza identificate come contatti stretti del paziente ed è stato inoltre avviato il trial clinico per il vaccino contro il ceppo Bundibugyo. L'Uganda si trova in una posizione geograficamente vulnerabile poiché condivide un lungo confine con le regioni colpite della RDC. Al momento la situazione epidemiologica conta 19 casi confermati e 2 decessi.  Sebbene la diffusione interna rimanga per ora contenuta e monitorata, lo stato di allerta è massimo. Il Paese funge da importante area di transito (come dimostrato dal viaggio intrapreso dal paziente deceduto a Nairobi), aumentando il rischio potenziale di nuovi contagi transfrontalieri. (7 ott - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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