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direttore Paolo Pagliaro

IRAN, TRUMP FRENA RAID
PER ELEZIONI MIDTERM

IRAN, TRUMP FRENA RAID <BR> PER ELEZIONI MIDTERM

Gli Stati Uniti non lanceranno nuovi attacchi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, ma il Pentagono continua a studiare possibili operazioni militari contro Teheran. Il presidente americano Donald Trump ha escluso un intervento nelle prossime settimane, annunciando "discussioni produttive" con la Repubblica islamica e confermando il mantenimento del blocco economico. "Non attaccheremo l'Iran in nessun momento prima delle elezioni di metà mandato", ha scritto su Truth Social, ribadendo tuttavia che Teheran non potrà dotarsi di armi nucleari. Secondo il New York Times, il Dipartimento della Difesa ha elaborato piani per una campagna di bombardamenti di tre giorni contro depositi di missili e droni, centri di comando militari e infrastrutture energetiche iraniane. Il quotidiano, citando funzionari anonimi dell'amministrazione, ha riferito che Trump avrebbe respinto cinque precedenti proposte di operazioni su larga scala contro l'Iran o gli Houthi yemeniti. La pianificazione proseguirebbe mentre Washington rafforza la presenza navale nella regione.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che Teheran risponderà nei prossimi giorni alle proposte americane, dopo aver presentato un proprio piano in sette punti. I negoziati continuano attraverso mediatori, ma restano le divergenze sul programma nucleare. Il responsabile dell'energia atomica iraniana Mohammad Eslami ha escluso la rinuncia all'arricchimento dell'uranio e la consegna delle scorte esistenti. Anche il parlamentare Alaeddin Boroujerdi ha sostenuto che il Paese non intende produrre armi nucleari, replicando al vicepresidente statunitense JD Vance, che aveva chiesto una riduzione significativa della capacità di arricchimento. Sul piano militare, il ministero della Difesa iraniano ha affermato che la produzione di armamenti è aumentata fino a due volte e mezzo rispetto ai livelli precedenti alla guerra, assicurando di poter sostenere un conflitto prolungato. Intanto la situazione rimane particolarmente tesa nello Stretto di Hormuz. Ali Mohammadi, responsabile politico della Marina dei Guardiani della rivoluzione, ha dichiarato che le forze iraniane conducono operazioni ogni notte contro le imbarcazioni considerate in violazione delle regole imposte da Teheran. Mohammadi ha rivendicato il controllo dello stretto e contestato le cifre sulla navigazione diffuse da Washington. Trump ha invece sostenuto che nella notte sarebbero transitati 22 milioni di barili di petrolio, nessuno dei quali proveniente dall'Iran o destinato al Paese. Intanto, secondo l'agenzia iraniana Fars, alcune esplosioni registrate nella parte meridionale dello stretto potrebbero essere state provocate da mine marine incontrate da petroliere che percorrevano rotte non autorizzate. La ricostruzione non ha trovato conferme indipendenti. Washington ha annunciato nuove sanzioni contro la rete di trasporto del petrolio iraniano. Il Dipartimento del Tesoro ha comunicato misure contro petroliere e società accusate di consentire l'esportazione di greggio e prodotti petrolchimici verso i mercati asiatici. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che l'obiettivo è privare Teheran delle risorse utilizzate per finanziare le operazioni militari. Le tensioni hanno interessato anche i mercati energetici: il Brent ha raggiunto 104,28 dollari al barile, con un aumento del 4,1%, mentre il Wti si è attestato a 91,49 dollari.

Un possibile contributo diplomatico alla situazione in Medioriente è arrivato dalla Russia. Il presidente Vladimir Putin, incontrando l'omologo iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan, ha assicurato la disponibilità di Mosca a fare tutto il possibile per favorire una soluzione del conflitto. Pezeshkian ha confermato la volontà di proseguire i negoziati, accusando però Washington di aver lanciato nuovi attacchi durante i precedenti tentativi di dialogo. L'altro fronte di escalation è lo Yemen, dove l'offensiva delle forze governative riconosciute internazionalmente contro gli Houthi ha riportato i combattimenti lungo la costa del Mar Rosso, vicino allo stretto di Bab al-Mandeb. Il governo yemenita ha rivendicato 1.729 operazioni militari negli ultimi giorni, mentre la coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha impiegato un consistente dispositivo aereo a sostegno dell'avanzata. Gli Houthi hanno risposto rivendicando attacchi contro il territorio saudita. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha condannato i bombardamenti contro gli aeroporti di Riad e Abha, che hanno provocato vittime e feriti civili, chiedendo la cessazione immediata delle operazioni. Islamabad ha ribadito il proprio impegno a tutela della sovranità e della sicurezza saudita.

Intanto nella Striscia di Gaza continuano gli attacchi israeliani nonostante il cessate il fuoco annunciato nell'ottobre 2025. Secondo l'organizzazione umanitaria Islamic Relief, nell'ultimo anno sono stati uccisi almeno 1.454 palestinesi e oltre 5.000 sono rimasti feriti. Il ministero della Salute di Gaza indica invece 1.471 morti e 5.189 feriti nello stesso periodo, con un bilancio complessivo di almeno 74.254 vittime dall'ottobre 2023. L'organizzazione denuncia inoltre che quasi 2,1 milioni di persone sono concentrate nel 35% del territorio della Striscia e che oltre 20.000 malati gravi non possono lasciare Gaza per ricevere cure. Un nuovo bombardamento israeliano contro un edificio residenziale nel quartiere al-Sabra di Gaza City ha provocato diverse vittime, tra cui bambini, secondo Al Jazeera. In Cisgiordania, l'agenzia palestinese Wafa ha riferito di nuove incursioni israeliane, arresti e violenze attribuite ai coloni. A Beita, a sud di Nablus, sono stati arrestati due ex detenuti palestinesi, mentre nella zona di Ramallah gruppi di coloni armati avrebbero lanciato pietre contro veicoli e sparato in aria. Segnalati anche incendi di uliveti nei pressi di Salfit e attacchi contro agricoltori impegnati nella raccolta delle olive. (9 ott – red)

 

   

(© 9Colonne - citare la fonte)
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