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direttore Paolo Pagliaro

INCENDI, BRUCIATA
AREA GRANDE COME ROMA

INCENDI, BRUCIATA <BR> AREA GRANDE COME ROMA

 Anche in questo anno i dati dell'European Forest Fire Information System (EFFIS) delineano un quadro severo per gli effetti degli incendi boschivi in Europa. Da inizio anno allo scorso 15 settembre sono stati registrati 2076 grandi incendi boschivi, per una superficie totale bruciata pari a più di 1200 km quadrati, poco meno del territorio comunale di Roma Capitale. I maggiori scostamenti rispetto alle medie di lungo periodo si riscontrano in Spagna, Francia, Italia, Croazia e Belgio. Il 2026 in Italia si rivela particolarmente critico, con valori di superficie complessiva bruciata tra i più alti degli ultimi anni. Le stime evidenziano che le aree boschive percorse da incendio corrispondono a quasi 200 km quadrati (il 16% della superficie totale percorsa da incendi). Sono stati colpiti, in particolare, 78 km quadrati di boschi di querce e boschi misti, 65 km2 di macchia alta, boschi di leccio e sughera, 44 km quadrati di foreste di conifere sempreverdi, 0.26 km² di lariceti e 11 km quadrati di superfici arboree non classificate. È quanto emerge dal sistema di monitoraggio degli impatti dei grandi incendi boschivi, sviluppato da Ispra, che fornisce dati aggiornati e scientificamente validi a supporto delle amministrazioni centrali e regionali nella valutazione degli effetti del fenomeno degli incendi boschivi. Al 15 settembre scorso risultano grandi incendi boschivi in tutte le regioni italiane. La Sicilia è il contesto geografico più colpito, contribuendo al 55% delle aree totali bruciate a scala nazionale. Calabria e Puglia rappresentano entrambe un valore intorno al 10%. Per il nord Italia la regione più colpita risulta il Piemonte (4%) e per il centro l’Abruzzo (4%).  Anche per il 2026, la provincia di Agrigento risulta essere quella maggiormente colpita da incendi, con una superficie totale bruciata pari a 222 km quadrati e una porzione forestale coinvolta di circa 15 km quadrati.

Particolarmente significativo è il dato relativo alle aree protette, dove si concentra oltre il 30% della superficie totale bruciata in Italia. All’interno di Parchi, Riserve naturali e Siti Natura 2000 ricade inoltre circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco a livello nazionale, evidenziando la forte esposizione di ecosistemi di elevato valore naturalistico. Tra gli episodi rilevanti, nel territorio delle province di Agrigento e Palermo, il 20 luglio scorso un vasto incendio ha interessato 63 km quadrati, di cui circa 12 km classificati come aree forestali. Le superfici forestali coinvolte sono costituite prevalentemente da boschi e boscaglie di specie arboree e arbustive sempreverdi e da boschi di conifere (in prevalenza piantagioni). L’area percorsa dal fuoco ricade prevalentemente all’interno di siti ad elevato valore naturalistico.  Un episodio di particolare gravità, per il coinvolgimento di ecosistemi forestali di elevato pregio naturalistico nel settore prealpino, si è verificato il 4 agosto in Piemonte, nelle province di Biella e Vercelli. L’evento ha percorso circa 9 km quadrati di superfici forestali, costituite prevalentemente da boschi misti di latifoglie decidue e conifere. Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA, commenta: “Oggi disponiamo di dati e conoscenze che ci consentono di comprendere meglio la portata degli incendi boschivi, i danni che provocano e gli impatti sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sul territorio. Sappiamo con che cosa dobbiamo confrontarci e quali sono le conseguenze del fuoco sul nostro patrimonio naturale. Queste conoscenze devono tradursi in azioni concrete: abbiamo davanti i mesi che ci separano dalla prossima estate per rafforzare la prevenzione, migliorare la capacità di intervento e promuovere una gestione più consapevole del territorio. Le nuove tecnologie possono rappresentare un alleato fondamentale nella prevenzione e nella gestione degli incendi boschivi. L’utilizzo dei droni, insieme ai sistemi di osservazione satellitare e all’analisi dei dati ambientali, consente di migliorare la conoscenza del territorio, individuare tempestivamente le situazioni di criticità e monitorare le aree colpite dal fuoco, anche per valutarne gli impatti e orientare gli interventi successivi.  (20 ott - red)

 

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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