“Per tutelare la salute dei cittadini, a partire dai bambini, si stanno verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue per denunciare le folli politiche che favoriscono la diffusione dei cibi ultraformulati nonostante le sempre più numerose evidenze scientifiche ne abbiano dimostrato i gravissimi rischi legati al loro consumo”. E’ l’attacco lanciato dal segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo nel suo intervento di apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, in corso oggi e domani a Roma, a Palazzo Rospigliosi. “L'obiettivo – prosegue la nota - è mettere l'Europa davanti alle proprie responsabilità: il diritto alla salute deve venire prima degli interessi economici delle multinazionali alimentari. Per questo bisogna anche garantire il giusto reddito agli agricoltori che producono quel cibo sano che garantisce il benessere di tutti a partire dalle giovani generazioni. L'Unione non può continuare a sottovalutare i rischi per la salute legati al consumo di cibi ultraformulati, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono i bambini. Le ricerche scientifiche più recenti segnalano un’associazione tra il consumo di questi prodotti e 32 effetti avversi, che interessano soprattutto la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre al rischio di obesità e all’infertilità”. Secondo una ricerca realizzata da Carlos Augusto Monteiro (il medico ed epidemiologo brasiliano presente al Forum che ha rivoluzionato gli studi sulla classificazione degli alimenti con il metodo Nova), pubblicata su The Lancet nel 2025, un maggiore consumo di cibi ultraformulati è associato a un aumento del rischio di diverse patologie: diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), mortalità per tutte le cause (+18%) e malattie cardiovascolari o mortalità cardiovascolare (+18%). Ma la cattiva alimentazione rappresenta anche un costo rilevante per il sistema sanitario nazionale. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, in Italia le spese per curare le malattie croniche legate a scorretti stili alimentari ammontano a circa 13 miliardi di euro all’anno. “Davanti a quella che si configura come una nuova pandemia che colpisce soprattutto i giovani, è inaccettabile che manchi ancora una normativa europea che vieti la somministrazione di questo tipo di prodotti nelle mense scolastiche e negli altri luoghi pubblici di cura e assistenza – prosegue Coldiretti -. Qualche mese fa il Comune di Roma Capitale ha dato l’esempio. Nel nuovo bando per la ristorazione scolastica, ha deciso di escludere i cibi ultraformulati dalle mense che nutrono i bambini, valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole. Eppure l’Ue sembra ostinarsi a tutelare le multinazionali dei prodotti industriali ottenuti attraverso processi di trasformazione e combinazione di ingredienti, spesso lontani dagli alimenti naturali. Nel nuovo regolamento sugli appalti pubblici, infatti, l’Europa dei tecnocrati ha scelto deliberatamente di non inserire alcun divieto per i cibi ultraformulati, a danno della salute dei cittadini e dei redditi degli agricoltori e a vantaggio di multinazionali senza scrupoli”. Una “deriva pericolosissima” quella di sostenere il proliferare degli ultraformulati, contro cui è nata “Campagna Amica per la Salute“, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra medici e agricoltori per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i mercati contadini all’intero degli ospedali. E quello scelto dall’Europa è un orientamento nettamente contrario alla volontà dei cittadini. Quasi otto italiani su dieci (79%) vorrebbero che l’Ue intervenisse per ridurre il consumo di questi alimenti, secondo il rapporto Coldiretti/Censis realizzato in occasione del Forum. (20 ott - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione