La risposta del governo ai gravi disordini di piazza degli ultimi giorni non si è fatta attendere. Il Consiglio dei Ministri, riunitosi a Palazzo Chigi oggi pomeriggio, ha varato il decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile”. Un provvedimento restrittivo che punta a ridefinire gli strumenti di contrasto alle derive violente, in particolare quelle che vedono protagonisti i giovanissimi.
L'ALLARME DI PIANTEDOSI: UN FENOMENO MAI VISTO PRIMA Al centro dell’intervento dell'esecutivo ci sono i drammatici fatti di Milano, dove l’alto tasso di coinvolgimento di giovanissimi ha acceso un forte campanello d’allarme. Oltre 200 i fermati “e l’80% di loro sono minorenni” ha evidenziato in conferenza stampa il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha definito lo scenario “qualcosa che non si è mai visto prima, un fenomeno nuovo e diverso” che impone una profonda riflessione e mirate attività di prevenzione. Piantedosi ha inoltre commentato le dichiarazioni del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale aveva precedentemente ipotizzato dietro le violenze la regìa di una "guerra ibrida": “Se Crosetto ha detto queste cose, possiede elementi di analisi che non vanno sottovalutati e che andranno approfonditi nelle sedi opportune”, ha precisato Piantedosi.
NORDIO DIFENDE IL DECRETO: NESSUN BAVAGLIO AL DISSENSO
Il testo approvato introduce ufficialmente il reato di “partecipazione violenta” e un massiccio rafforzamento dei presidi delle Forze dell'Ordine sul territorio. A dispetto delle possibili critiche sull’inasprimento delle pene e sulle restrizioni, il Guardasigilli Carlo Nordio ha respinto fermamente l’idea di una svolta autoritaria: “Non c'è alcuna limitazione alla libera manifestazione del pensiero, anzi questo testo ne è una garanzia” ha chiarito il Ministro della Giustizia in conferenza stampa. “La manifestazione del dissenso è il sale della democrazia, ma deve restare entro i limiti della legge e non sfociare mai nella violenza”. Nordio ha infine concluso sottolineando come l’esecutivo si stia muovendo per arginare un fenomeno che, ormai, “non è solo italiano”. (Gil)
MELONI: MANIFESTARE È UN DIRITTO, DEVASTARE LE CITTÀ NO
“Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana: negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell'ordine aggredite: sono scene inaccettabili, nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare”. Lo ha detto in un video postato sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel video Meloni ha spiegato le misure approvate dal Consiglio dei Ministri per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini. “Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze: misure che si aggiungono a quelle approvate in questi mesi a partire dal riconoscimento biometrico o anche con l'intelligenza artificiale per dare un nome a chi si nasconde dietro un cappuccio”.
“Nasce un nuovo reato: la partecipazione violenta a una manifestazione. Tradotto: se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone e ti metti a tirare pietre o petardi e metti in pericolo la sicurezza di tutti - rischi fino a 5 anni di carcere e fino a 20mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo” ha spiegato la premier. “Applichiamo un principio semplice – ha sottolineato Meloni -: chi rompe paga. E se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori. Come funziona? Se il danno è a un bene pubblico - una pensilina o un semaforo o una camionetta - il prefetto manda a casa un’ingiunzione di pagamento. Se il danno è a un privato - una vetrina di un negozio o a un'auto - il proprietario va dal giudice e ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Certo, ci si potrà opporre, ma intanto i genitori di quel ragazzo che si è divertito a spaccare tutto dovranno pagare”. Infine i minorenni: “Oggi per un ragazzo tra i 14 e 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio: cioè si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Con il decreto di oggi quella norma diventa operativa immediatamente e il fermo preventivo che finora valeva solamente per gli adulti si potrà applicare anche ai minorenni”. “A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell'anno al fianco di Polizia e Carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli Istituti perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni. Queste sono le misure principali perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che è quello che abbiamo visto in questi giorni diventi una normalità” ha concluso Meloni. (PO Gil)
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