Varsavia - Quanto è possibile vivere della propria pratica artistica e quanto lavoro è necessario per poter continuare a farla? È questa la domanda alla base della mostra all’Istituto italiano di cultura di Varsavia “Come vivono gli artisti?”, a cura di Santa Nastro e Alex Urso, che mette in dialogo artisti italiani e polacchi attorno alle condizioni di vita e di lavoro nel mondo dell’arte contemporanea. L’immagine dell’artista interamente dedito alla propria ricerca nasconde spesso una realtà diversa. Per molti, affiancare altre attività è una necessità. Insegnare, curare mostre, scrivere, occuparsi di comunicazione, collaborare all’organizzazione di eventi, lavorare come freelance o svolgere professioni estranee all’arte, più che una scelta, è spesso ciò che permette alla ricerca artistica di continuare. Gli artisti presenti in mostra sono Maess Anand, Alicja Bielawska, Eva Frapiccini, Piotr Hanzelewicz, Igor Kubik, Luana Perilli, Alessandro Scarabello, Giuseppe Teofilo e Alex Urso e appartengono a generazioni e percorsi differenti, ma condividono una condizione “plurale”: la necessità di affiancare alla ricerca artistica altre attività. Le loro opere affrontano la precarietà non solo come questione sociale ed economica, ma anche come esperienza psicologica ed esistenziale. “Come vivono gli artisti?” sposta così lo sguardo dall’opera a ciò che la rende possibile, dando visibilità al tempo, al lavoro e alle esperienze che normalmente rimangono nascosti. L’esposizione si concluderà l’11 dicembre con una performance dell’artista Veronica Vagnoni. (9colonne)
(© 9Colonne - citare la fonte)





amministrazione