Si è tenuto ieri a Palazzo Piacentini il bilaterale tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro dell’Economia dell’Azerbaigian, Mikayil Jabbarov. L’incontro segue il confronto avuto ieri con il ministero degli Esteri Antonio Tajani e ha come obiettivo quello di rafforzare il partenariato commerciale tra i due paesi, estendendolo al settore tecnologico e industriale. “È il momento giusto per investire”. Lo ha affermato con convinzione il ministro Urso, ricordando l’acquisizione al 99,82% di Italiana Petroli (IP) da parte della società petrolifera azera SOCAR – conclusa nel mese di maggio di quest’anno –, ma anche la decisione autonoma di aziende quali ENI e Q8 Italia di applicare un price cap su benzina e gasolio, così da ridimensionare il grave impatto del rincaro energetico sui cittadini italiani. Tra i temi trattati nel corso della conferenza stampa congiunta, tenutasi al termine del bilaterale, l’energia è sicuramente l’elemento di dibattito più significativo. “Siamo esportatori netti, sia di gasolio che di benzina, abbiamo una certa vulnerabilità per il carburante per gli aerei. Le compagnie sono impegnate ad aumentare la produzione, ma dobbiamo creare le condizioni. – ha spiegato Urso – Ad oggi, oltre 11 mila punti vendita in Italia, stradale e autostradale, applicano per libera scelta un price cap sotto i 2 euro sulla benzina e altri distributori fanno lo stesso sul gasolio”. In questa cornice, quindi, il giro di discussioni avvenuto negli ultimi due giorni si è presentato come l’occasione per avere “uno scambio di opinioni sulle prospettive di cooperazione nella transizione energetica e nel trasferimento delle esperienze tecnologiche”, ha rimarcato d’altro canto Jabbarov, ma anche per “esaminare la partecipazione di SOCAR alle nuove iniziative con ENI, nonché la possibilità di ampliare la cooperazione esistente a paesi terzi”. Urso, poi, ha ricordato che ieri è stato siglato, “insieme al ministro Tajani”, “un accordo strategico, che presuppone attività in Azerbaigian”, in quanto “paese che dispone di materie prime critiche utili al nostro continente europeo”. L’iniziativa vede anche il coinvolgimento del CEO di ENI, Claudio Descalzi, che – su mandato del governo – “opera da anni nel campo delle materie prime e in particolare della loro estrazione”. È una catena di intese che, però, non finisce qui: seguendo la linea tracciata durante gli incontri, infatti, il vicepremier Tajani ha annunciato ieri che si recherà a Baku nelle prossime settimane, in occasione del Business Forum, per consolidare la partnership con l’Azerbaigian e incrementare gli scambi commerciali, il cui valore ha raggiunto nel 2025 la soglia degli 8 miliardi di euro. (23 OTT - Mvc)
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