Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

IMMIGRATI, 2,2 MLN
'NUOVI' ITALIANI

IMMIGRATI, 2,2 MLN  <BR> 'NUOVI' ITALIANI

Sono 426.956 i permessi di soggiorno rilasciati nel 2025; rispetto al 2024 si registra un aumento del +47,2% dopo il calo degli ultimi due anni. Lo rende noto l’Istat. La crescita ha riguardato soprattutto i permessi per famiglia (+61,2%) e quelli per studio (+76,0%). I permessi per lavoro sono cresciuti del 45,9% e nell’83,2% dei casi sono stati concessi a uomini. Diminuiscono le richieste di asilo, sono 128.665 quelle presentate nel 2025 rispetto alle 151.120 del 2024 (-15,1%). Nello stesso periodo le Commissioni territoriali per la protezione internazionale hanno esaminato 104.560 prime istanze, respingendone il 70%. Sono oltre 4 milioni i cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno al 31 dicembre 2025. Nel 2025 poco più di 178mila cittadini non comunitari sono diventati italiani.

Tra il 2024 e il 2025 è cresciuto il numero di primi permessi rilasciato a migranti appartenenti a tutte le principali collettività presenti in Italia, ma con diversa intensità. Il Marocco fa registrare un aumento particolarmente elevato (+72,8%) e torna al primo posto della graduatoria con 44.549 permessi rilasciati seguono Bangladesh (+41,9% e 39.807 nuovi permessi) ed Egitto (+59,4% e 32.235 nuovi rilasci). L’incremento più elevato (+78,8%) riguarda l’India che supera il Pakistan collocandosi nel 2025 al quinto posto della graduatoria con 30.227 nuovi rilasci, molto vicino all’Albania che presenta una crescita più contenuta (+30,1%) e che – con 31.777 nuovi permessi - si colloca al quarto posto della graduatoria perdendo una posizione rispetto al 2024. Il 23,0% dei nuovi permessi nel 2025 è rilasciato in Lombardia (98.128), la seconda regione per numero di nuovi ingressi e, a distanza, l’Emilia-Romagna (9,1%, 38.789 documenti).
Dal punto di vista delle variazioni, è da segnalare l’incremento particolarmente consistente degli ingressi registrato in Lombardia (+61,6%), Veneto (+57,4%), Campania (+55,8%). Nel 2025, dopo il calo rilevato nel 2024, si registra il valore più alto di permessi rilasciati per ricongiungimenti negli ultimi 15 anni: 168.733 (il 39,5% dei nuovi permessi). L’incremento è stato più elevato per le donne +63,0%, rispetto agli uomini +58,9%. La componente femminile rappresenta il 56,1% dei nuovi permessi per ricongiungimento familiare nel 2025. Nel 47,9% dei casi i nuovi permessi per famiglia rilasciati nel 2025 riguardano minori: il 40,3% tra le femmine e il 57,7% tra i maschi. Si deve sottolineare che in oltre il 23% dei casi i nuovi permessi per famiglia sono stati rilasciati a minori nati in Italia.
A ricongiungersi con un familiare in Italia sono soprattutto cittadini marocchini (23.467), albanesi (21.131), egiziani (12.622), pakistani (10.026) e indiani (9.635). Per Albania e Marocco, le collettività di più antico insediamento, quelli per famiglia coprono oltre la metà dei nuovi permessi rilasciati nell’anno.
Per tutte le principali collettività la componente femminile supera il 50% dei nuovi permessi. Tra le prime 10 collettività l’incremento più elevato riguarda il Pakistan, Paese per il quale i nuovi titoli di soggiorno per famiglia emessi sono più che raddoppiati (+130,6%). A distanza, il secondo Paese in forte crescita è l’India, con +83,3%.

La graduatoria dei principali Paesi interessati dalle richieste di asilo nel 2025 vede al primo posto il Bangladesh (27.825) seguito dal Perù (15.545), Egitto (11.265) e Pakistan (9.815). Le donne richiedenti asilo sono 27.220, il 21,2% del totale, e presentano un profilo per cittadinanza peculiare: provengono soprattutto dal Perù (8.170), dalla Georgia (3.610), dalla Colombia (1.415) e dalla Cina (1.360). Nel 2025 sono state esaminate 104.560 prime istanze di richiesta di asilo, quasi 26mila in più rispetto al 2024. Il 70,0% delle richieste esaminate è stato respinto ; il numero di esiti negativi è aumentato di quasi 6 punti percentuali dal 2024. L’esito delle decisioni è diverso a seconda delle cittadinanze. Considerando i primi 10 Paesi per numero di pratiche esaminate l’incidenza più alta di istanze respinte riguarda i cittadini di Marocco (90,2%), Sri Lanka (89,0%) e Bangladesh (88,7%). All’opposto il 99,8% dei procedimenti riguardanti i cittadini del Burkina Faso è stato accolto e il 98,7% di quelli del Mali. Delle 31.365 prime istanze giudicate positivamente il 19,0% ha avuto il riconoscimento dello status di rifugiato, il 36,5% la protezione sussidiaria e il resto ha ottenuto la protezione speciale. I richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria registrano una quota molto superiore alla media di riconoscimenti dello status di rifugiato (56,4%), mentre la quasi totalità delle istanze di cittadini del Burkina Faso ha visto il riconoscimento della protezione sussidiaria (94,9%)

Una quota non trascurabile di persone entrate in Italia in cerca di asilo resta per molti anni nel nostro Paese. Considerando coloro che hanno avuto un primo permesso per richiesta di asilo nel 2014 (più di 36mila persone ) oltre il 30,4% risultava ancora presente in Italia dopo 5 anni. La percentuale della stessa coorte presente al 31 dicembre 2025 è leggermente più elevata (31,2%), questo perché in un periodo molto lungo come quello considerato alcune persone possono essere uscite e poi rientrate. La permanenza dopo
i 5 anni è particolarmente elevata per ucraini (62,6%) e afghani (50,6%), mentre risulta più bassa per le collettività africane in particolare Senegal (21,7%), Mali (21,9%) e Ghana (23,2%). Al 31 dicembre 2025 il 42,7% di coloro che hanno avuto un primo permesso per richiesta asilo nel 2014 e che sono presenti in Italia ha un permesso di soggiorno di lungo periodo, il 7,4% ha un permesso di soggiorno per rifugiati riconosciuti, il 15,8% gode della protezione sussidiaria e il 26,4% ha un permesso per lavoro.

In base alle stime i residenti italiani per acquisizione della cittadinanza al 31 dicembre 2025 sono circa 2 milioni 247mila; di questi, oltre 1 milione 932mila (86,0%) erano originariamente cittadini non comunitari. Le donne sono lievemente prevalenti (54,2%); il rapporto di genere, tuttavia, si presenta piuttosto eterogeneo considerando le cittadinanze di origine: tra gli italiani di origine ucraina le femmine sono quasi il 71%, mentre tra gli italiani di origine egiziana e indiana sono in netta prevalenza gli uomini (rispettivamente 63,1% e 59,4%).
Rapportando la popolazione dei cittadini residenti che hanno acquisito la cittadinanza italiana ai permessi di soggiorno al 31 dicembre 2025, si evidenzia la presenza di oltre 93 italiani di origine albanese
ogni 100 albanesi con permesso di soggiorno; anche la proporzione di nuovi italiani originari del Marocco è rilevante: oltre 72 ogni 100 marocchini. Queste due collettività sono quelle storicamente più radicate nel territorio italiano, appare quindi plausibile che molti di loro nel corso degli anni abbiano acquisito anche la cittadinanza. Al contrario, troviamo valori piuttosto bassi per i cinesi e gli ucraini. I primi, sebbene siano la terza collettività per numero di permessi di soggiorno (oltre 320mila permessi validi a fine 2025) contano solamente 6 italiani originariamente cinesi ogni 100 cinesi regolarmente soggiornanti. Anche per gli ucraini la quota di nuovi cittadini è contenuta, 17 nuovi cittadini italiani ogni 100 ucraini con permesso di soggiorno. in questo caso, tuttavia, bisogna considerare che una cospicua presenza di ucraini ha un permesso per protezione temporanea (20,7%) a causa del conflitto tuttora in corso. Va sottolineato che la Cina – e fino al gennaio 2026 anche l’Ucraina – non riconosce la doppia cittadinanza e l’acquisto di quella italiana implica la perdita della cittadinanza di origine.
A livello territoriale la situazione si presenta abbastanza eterogenea. Il 26,5% degli italiani di origine non comunitaria risiede in Lombardia, seguita a distanza da Emilia-Romagna (12,7%) e Veneto (12,0%). Nelle regioni del Sud e nelle Isole, invece, la presenza dei nuovi italiani è molto ridotta, in alcune regioni addirittura non rappresenta neanche l’1% del totale dei nuovi cittadini (Sardegna, Molise, Basilicata e Valle d’Aosta). Tale distribuzione, tuttavia, dipende fortemente dalla consistenza della popolazione straniera regionale. Se si osserva invece il rapporto tra nuovi cittadini italiani residenti con i permessi di soggiorno, ai primi posti si collocano la provincia di Trento, con quasi 79 italiani di origine non comunitaria ogni 100 stranieri con permesso di soggiorno, seguita da Valle d’Aosta (72,2), Veneto (62,6) e Umbria (60,6); la Lombardia (50,4), con un numero molto alto di permessi di soggiorno, scivola a metà classifica, mentre agli ultimi posti troviamo Lazio (32,1), Basilicata (25,8) e Campania (19,7).

 

Nel 2025 hanno acquisito la cittadinanza italiana 196.955 cittadini stranieri. I cittadini non comunitari rappresentano il 90,4% del totale, con poco più di 178mila nuovi italiani. Questi valori sono in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, quando le acquisizioni di cittadinanza italiana erano state oltre 217mila in totale (-9,4%), di cui quasi 200mila riguardavano cittadini non comunitari (-10,9%). Il rapporto di genere della componente non comunitaria si presenta sostanzialmente in equilibrio, con una lieve preponderanza maschile (50,8% del totale).  Le acquisizioni per matrimonio hanno riguardato 20.575 cittadini non comunitari, per oltre l’80% si è trattato di donne. L’acquisizione per elezione al compimento del diciottesimo anno di età dei cittadini stranieri nati in Italia è cresciuta del 6,6% rispetto al 2024, interessando più di 11mila ragazzi. In forte calo, invece i nuovi italiani per ius sanguinis, che passano dai quasi 22mila nel 2024 a meno di 13mila nel 2025 (-41,6%); è evidente l’effetto della variazione legislativa in materia. (23 ott - red)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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