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direttore Paolo Pagliaro

LEONARDO E SOFIA
I NOMI PIU’ SCELTI

LEONARDO E SOFIA <BR> I NOMI PIU’ SCELTI

Il nome maschile più scelto dai genitori continua a essere Leonardo, che mantiene il primato conquistato nel 2018. Edoardo e Tommaso confermano il secondo e terzo posto sul podio, rispettivamente. Francesco, invece, già uscito dal podio nel 2023, riconquista una posizione rispetto allo scorso anno, salendo dal sesto al quinto posto. Rispetto al 2024, rimangono immutate le prime quattro posizioni dei nomi femminili dove si trovano Sofia in prima posizione, Aurora in seconda, Ginevra in terza e Vittoria in quarta. In quinta posizione Beatrice supera Giulia, che scende in sesta posizione rispetto allo scorso anno. Lo si legge in un report dell'Istat. Leonardo, che nel 2024 era al primo posto in ben 12 regioni, nel 2025 primeggia soltanto in una parte del Nord (Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento), in Veneto condivide ex aequo il primato con Tommaso, in Friuli-Venezia Giulia con Edoardo. Quest’ultimo figura al primo posto in Piemonte e Liguria mentre nella Provincia autonoma di Bolzano/Bozen si conferma Noah. Edoardo primeggia anche in quasi tutto il Centro, a eccezione dell’Umbria dove al primo posto figura Tommaso. Nel Mezzogiorno, Campania, Puglia e Calabria vedono lo stesso nome riconfermato al primo posto (Antonio in Campania, Francesco in Puglia e in Calabria). I cambiamenti riguardano invece il Molise, dove entra al primo posto Mattia, l’Abruzzo e la Sardegna con Edoardo, la Basilicata con Francesco e, infine, la Sicilia, dove Giuseppe riconquista il primato detenuto in passato.

Tra le bambine, Sofia primeggia in Sicilia e in tutte le regioni del Nord, a eccezione della Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (che vede Emma al primo posto), della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (Amelie) e della Provincia autonoma di Trento (Alice). Più variegata la situazione del Centro-Sud dove Ginevra è al primo posto in Umbria, Lazio e Molise (ex aequo con Sofia), Matilde è al primo posto in Toscana, Vittoria in Campania e Beatrice in Sardegna. Aurora è al primo posto nelle Marche e in Abruzzo (altro ex aequo con Sofia) mentre Giulia mantiene la vetta in Puglia, Basilicata e Calabria. I nati stranieri si chiamano prevalentemente Adam, Rayan, Amir, Muhammad, Liam, ma anche Leonardo e Matteo. Tra le bambine straniere, come tra le italiane, il primato spetta a Sofia, seguito da Sara e Amira.

Le preferenze dei genitori stranieri si differenziano a seconda della cittadinanza. Considerando le prime quattro cittadinanze per numero di nati da genitori entrambi stranieri, la tendenza a scegliere per i propri figli un nome diffuso nel Paese ospitante continua a essere più spiccata nella comunità rumena. Infatti, tra i loro nomi più frequenti ci sono David, Leonardo, Matteo e Luca, mentre per le bambine figurano Sofia, Amelia, Emma e Sofia Maria. Tra i genitori albanesi, al contrario, si conferma la preferenza per nomi del Paese di origine quando si tratta di figli maschi (Amar, Liam e Aron), meno nel caso delle femmine (Luna, Emily e Amelia).

Scelte maggiormente legate alle tradizioni del Paese d’origine si continuano a riscontrare tra i genitori del Marocco e del Bangladesh. I bambini marocchini si chiamano soprattutto Adam, Amir e Rayan; le bambine marocchine Amira, Nour e Sara. I genitori del Bangladesh scelgono per i figli maschi soprattutto Anas, Ayan e Ayman e per le bambine Anabia, Ayesha e Sara.  Il numero medio di figli per donna continua a diminuire nel 2025 attestandosi su 1,14, un valore in diminuzione rispetto all’1,18 del 2024, che a sua volta aveva già superato al ribasso il precedente minimo storico di 1,19 del 1995. Si è quindi attualmente ben al di sotto non solo della cosiddetta soglia di sostituzione di 2,1 figli in media per donna, che garantirebbe il ricambio generazionale, ma anche del valore di 1,44 consecutivamente registrato nel triennio 2008-2010, il massimo del nuovo millennio.

Secondo il report dell’Istat la fecondità diminuisce per le donne sia italiane sia straniere. Il numero medio di figli per donna delle prime passa da 1,11 del 2024 a 1,07 (era 1,33 nel 2010). Per le straniere la fecondità è stimata, nel 2025, in 1,74 figli per donna, in diminuzione sia rispetto al 2024 (1,81) sia rispetto al 2010 quando risultava ancora al di sopra della soglia di sostituzione (2,31). La fecondità delle straniere rimane comunque ancora su livelli elevati e la differenza con le donne italiane si mantiene stabile.

La riduzione della fecondità nel 2025 è omogenea sul territorio nazionale. Il Centro continua a essere l’area con la fecondità più bassa, 1,07 nel 2025 (da 1,11 del 2024). Seguono il Nord, con un numero medio di figli per donna che passa da 1,19 a 1,15, e il Mezzogiorno, con un valore pari a 1,16 (1,20 nel 2024). La Sardegna si conferma la regione con la fecondità più bassa e l’unica con un valore inferiore all’unità (0,85, in calo rispetto a 0,91 del 2024). La provincia autonoma di Bolzano/Bozen conserva invece il primato della fecondità più elevata, pari a 1,54, in aumento rispetto al 2024 (1,51). L’unica altra regione a presentare un aumento è la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, che passa da 1,05 a 1,11. Alla provincia autonoma di Bolzano/Bozen seguono, a distanza, la provincia autonoma di Trento (1,24) e Sicilia e Campania, entrambe con una fecondità pari a 1,22. Secondo le stime elaborate sulla base dei primi dati provvisori sulle nascite relativi al periodo gennaio-luglio 2026, la fecondità continua a diminuire ma in maniera molto lieve. Nei primi sette mesi del 2026, infatti, il numero medio di figli per donna è stimato pari a 1,13. L’età media al parto registra nel 2025 un lieve aumento, passando da 32,6 anni del 2024 a 32,7. Rispetto al 1995, l’aumento è di quasi tre anni. L’età media al primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni, con un aumento di circa quattro anni rispetto al 1995, quando fu pari a 28,1 anni. Lo spostamento dell’esperienza riproduttiva verso età sempre più mature è evidente dall’analisi dei tassi di fecondità per età della madre nel corso del tempo. Rispetto al 1995, i tassi di fecondità sono più elevati nelle età superiori ai 30 anni e più bassi tra le donne più giovani.  La crescita della posticipazione interessa sia le italiane sia le straniere. Nel 2025, l’età media al parto delle prime è pari a 33,2 anni (33,1 nel 2024), mentre per le straniere sale a 29,9 anni (29,7 nel 2024). La posticipazione delle nascite continua a essere più intensa nel Centro e nel Nord, dove l’età media al parto è rispettivamente pari a 33,1 e 32,8 anni. Segue il Mezzogiorno con 32,4. Basilicata, Sardegna e Lazio sono le regioni cui spetta il primato dell’età media al parto più elevata (33,6 nella prima e 33,2 anni nelle altre due), mentre la Sicilia è ancora la regione con le madri più giovani (31,8 anni nel 2025, in lieve aumento sul 2024).  (25 ott – red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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