Poco più di cento anni fa, il 28 ottobre del 1926, papa Pio XI consacrava i primi vescovi cinesi, un evento “di grande rilevanza non solo per il cammino della Chiesa cattolica in Cina ma per la Chiesa universale”. È quanto afferma papa Leone XIV nel videomessaggio trasmesso oggi al convegno della Pontificia Università Urbaniana dedicato alla ricorrenza. Nel lungo viaggio di quegli ecclesiastici, partiti per nave da Shangai, “vediamo una metafora del lungo cammino compiuto dalla Chiesa cattolica in Cina fino a quel giorno, frutto del grande slancio missionario degli anni Venti del secolo scorso”, prosegue il pontefice, citando la lettera apostolica di papa Benedetto XV del 1919 in cui si ribadiva “l chiaro principio che l’opera missionaria della Chiesa non può essere confusa con processi di colonizzazione ed esportazione di idee o modelli culturali”. Prevost sottolinea poi la “natura stessa della Chiesa, la cui unità non è uniformità, ma comunione nella diversità: nel popolo di Dio – prosegue – la fede condivisa abbraccia le differenze, facendo propri ovunque possibile i tratti dei popoli. Un respiro grande, che rispecchia il modo di agire di Dio”. “Cento anni fa il viaggio di sei uomini dalla Cina a Roma per diventare vescovi accese la gioia e la fierezza in tanti loro connazionali, consegnando all’oblio diffidenze ed ostilità: oggi, in un mondo dilaniato da conflitti e travolto da guerre, la sposa di Cristo continua la stessa missione”, conclude. (5 nov-mol)
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