Pechino - Sarà aperto al pubblico fino all’11 ottobre a Pechino “Chinese Voices on Palladio. From Classical Architecture to Contemporary Experiment”, la seconda mostra in Cina dedicata all’eredità dell’architetto rinascimentale vicentino Andrea Palladio. L’esposizione, promossa dall’Ambasciata d’Italia a Pechino e dall’Istituto italiano di cultura, è frutto della collaborazione tra il dipartimento di Architettura e design del Politecnico di Torino e la Scuola di architettura dell’Università di Tsinghua, con il sostegno dell’Istituto dell’enciclopedia italiana Treccani. Concepita come un dialogo ideale tra l’eredità teorica e progettuale di Andrea Palladio e il pensiero architettonico cinese contemporaneo, la rassegna vede protagonisti 14 tra i più autorevoli architetti cinesi contemporanei, chiamati a confrontarsi con il pensiero palladiano attraverso installazioni, disegni, modelli e opere create appositamente per l’esposizione. Il progetto espositivo intende omaggiare la capacità dell’opera palladiana di offrire strumenti critici e concettuali utili a decifrare e declinare temi dell’architettura contemporanea. Al centro di tale riflessione il rapporto tra architettura e paesaggio, il dialogo tra tradizione e innovazione, la dimensione umana dello spazio costruito e la ricerca dell’armonia come principio ordinatore. Accanto ai contributi degli architetti, il tema delle connessioni e dell’incontro si sviluppa anche attraverso i dittici fotografici di Lois Conner, che accostano architetture palladiane a fotografie di paesaggi cinesi in un’ideale conversazione sul rapporto tra paesaggio e memoria, presente e passato, e nella sezione Echi nel Contemporaneo, che chiude il percorso con opere di importanti artisti italiani contemporanei quali Pietro Ruffo, Davide Bramante, Luca Pozzi, Matteo Basilé e Davide Sebastian – queste ultime realizzate proprio a Pechino nell’ambito del programma di Residenze d’artista. (9colonne)
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