Lima - Si è concluso al Centro di eccellenza per le Stability Police Units di Vicenza, l’ultimo corso in Italia del Programma di alta formazione promosso dall’Arma dei carabinieri in collaborazione con l’Organizzazione internazionale italo-latino americana. Alla cerimonia di chiusura hanno partecipato il comandante generale dell’arma, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo e il segretario generale dell’Iila, Giorgio Silli. Per una settimana, dal 30 settembre al 6 ottobre, funzionari delle forze di sicurezza di Cile, Colombia, Messico e Perù hanno vissuto il CoESPU, polo dove vengono formate le forze di polizia internazionali destinate alle missioni di pace secondo gli standard delle Nazioni Unite. Vicenza è il punto d’arrivo di un percorso che comincia nel novembre 2024, con la firma del protocollo d’intesa tra Arma e Iila. Da quell’intesa sono nate cinque aree di lavoro: la tutela dell’ambiente, la sicurezza della salute e il contrasto alla contraffazione dei farmaci, la protezione del patrimonio culturale, il contrasto agli illeciti in ambito lavorativo e la formazione delle forze di polizia nella tutela dei diritti umani e delle questioni di genere. Sono i principali temi che toccano la vita quotidiana dei cittadini: l’aria e la terra che li circondano, le medicine che assumono, la memoria che condividono, la dignità del lavoro, la pace da costruire dove è fragile. Nel 2025 e nel 2026 questi temi sono diventati esperienza diretta. I delegati sono stati accolti nei Reparti specializzati dell’arma, dove hanno lavorato insieme ai colleghi italiani su casi specifici, sperimentando metodi e strumenti concreti. Un percorso realizzato con il contributo dell’Iila che ha reso possibile l’incontro tra le forze di sicurezza dei Paesi coinvolti. Il programma infatti si rivolge ad Argentina, Cile e Messico come Paesi beneficiari, con Colombia e Perù in qualità di osservatori. Il programma ha fornito ai delegati veri e propri strumenti professionali: esperienze reali ed operative su cui confrontarsi. “Essere carabiniere – ha detto il comandante generale ai delegati - è tendere una mano quando altri si voltano altrove. È lo spirito con cui l'Arma coopera, ed è ciò che vi auguro di riconoscere in questa esperienza, e di restituire nei vostri Paesi”. “In un contesto globale instabile, dove le minacce si fanno più sofisticate e non conoscono confini, nessuno garantisce da solo la sicurezza dei propri cittadini”, ha aggiunto il comandante generale. Da qui l’impegno a essere, nella Regione, “un partner di sicurezza strutturale, affidabile, di lungo periodo”. Il programma proseguirà con un’ultima attività all’estero, prevista a fine ottobre. “Il lavoro di cui parliamo oggi non è un punto di arrivo - ha concluso il comandante generale - è un punto di partenza per tutto quello che verrà”. (9colonne)
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