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La fisica Francesca Calegari porta all’Università di Trento il progetto di ricerca vinto in Germania

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 La fisica Francesca Calegari porta all’Università di Trento il progetto di ricerca vinto in Germania

Amburgo - Arriva da Amburgo, dal Deutsches Elektronen-Synchrotron - Desy, centro nazionale di ricerca scientifica sulla fisica della materia della Germania. Lì ha vinto un finanziamento dello European Research Council per sviluppare un progetto di ricerca sulla fisica ultraveloce. E ha deciso di portare il grant da 5 milioni all’Università di Trento. È Francesca Calegari, professoressa di fisica all’Università di Amburgo, dirigente di ricerca nella divisione di Desy Photon Science, e direttrice del Cluster di eccellenza “Advanced Imaging of Matter”, dal primo ottobre professoressa dell’Università di Trento. La nuova linea di ricerca che si apre al dipartimento di fisica sarà presentata mercoledì 28 ottobre alle 14 al Polo Ferrari 1. Il settore di ricerca è la fisica dell’attosecondo, che nel 2023 è valso il Premio Nobel per la Fisica a Pierre Agostini, Ferenc Krausz e Anne L'Huillier. Riguarda lo studio e il controllo dei fenomeni della materia su scale temporali estremamente brevi. L’attosecondo è infatti un trilionesimo di secondo, cioè un milionesimo di milionesimo di milionesimo di secondo. “Provate a fotografare il battito d'ali di un colibrì o una goccia di pioggia che cade - spiega Calegari - Se l'otturatore della fotocamera è troppo lento, la foto risulta mossa: il movimento si confonde in una scia sfocata. Per ottenere un'immagine nitida bisogna ‘congelare’ l'azione, catturandone ogni singolo istante. Nel nostro lavoro facciamo lo stesso, ma con gli atomi e gli elettroni, che si muovono in tempi brevissimi” usando impulsi laser o impulsi a raggi X brevissimi per ricostruire, fotogramma dopo fotogramma, il ‘film’ di una reazione chimica”. “Con questi impulsi di luce ultrabrevi interroghiamo la materia, cerchiamo di catturare e anche di controllare le dinamiche di corpi estremamente veloci come gli elettroni. Vogliamo realizzare un microscopio in grado di vedere la materia quantistica ‘in azione’ con una precisione mai raggiunta prima”, afferma Calegari. “Conversione di energia pulita, trasferimento di carica, sono solo due prospettive di possibili applicazioni nell’ambito energetico. Ma anche realizzazione di sistemi artificiali con applicazioni nella medicina e nell'elettronica. La ricerca fondamentale ci insegna a sfruttare l’interazione tra luce laser – dai laser di laboratorio ai laser a raggi-X dei grandi acceleratori – e materia per un controllo migliore degli elettroni, che sono la ‘colla’ che tiene insieme i ‘mattoncini’ della materia e ne dettano le sue funzionalità”. (9colonne)


(© 9Colonne - citare la fonte)
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