MASSIMILIANO PAPINI, “IL RIPOSO DELL'IMPERATORE”
Padroni del mondo, garanzia e tutela della sicurezza di tutti, gli imperatori romani erano soverchiati dagli obblighi e dai doveri. Eppure una parte importante della loro vita era dedicata all’otium. Cos’era questo tempo libero che si concedevano? Com’era la vita quotidiana degli imperatori lontano da Roma, nelle loro sontuose ville? A queste domande risponde il saggio di Massimiliano Papini, “Il riposo dell'imperatore. L'otium da Augusto alla tarda antichità”, pubblicato da Laterza. A prima vista, l’otium, il riposo, non si confà a un imperatore: la sua è una carica che non prevede interruzioni; su di lui grava il peso del mondo; la sua veglia protegge il sonno di tutti e la sua operosità assicura l’otium degli altri. Eppure, per molti imperatori la routine quotidiana era ordinatamente scandita da riposi, letture e pratiche ludiche. Anzi, l’otium era così importante che finiva per diventare un metro di giudizio: Plinio elogiava Traiano come cacciatore e timoniere perché nel suo ritemprarsi rivelava il suo vero carattere. Al contrario, le giornate dei cattivi imperatori, come Nerone, erano invase dai bagordi, al punto da fagocitare tutto il loro operato.Seguiremo la vita quotidiana degli imperatori nelle loro proprietà nella cintura verde che circondava Roma (gli horti) o mentre si muovevano tra le ville del Lazio e della Campania, anche se neanche lì incombenze e preoccupazioni cessavano di perseguitarli. Augusto, dopo il pasto di mezzogiorno, con indosso vestiti e scarpe, si riposava un po’ con una mano sugli occhi. Se la notte si svegliava per colpa delle preoccupazioni, chiamava i novellieri a leggere e ad allietarlo. Vespasiano, invece, dopo aver letto la corrispondenza e i rapporti dei funzionari, faceva entrare gli amici, andava a passeggio in lettiga o si concedeva il riposo con una concubina.
L’AUTORE. Massimiliano Papini è professore di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma. Interessato a numerosi aspetti del mondo antico, è specializzato nello studio delle arti figurative e ha partecipato all’analisi degli eccezionali bronzi del santuario etrusco-romano del Bagno Grande a San Casciano. Dal 2012 è membro corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico, con il quale collabora. Tra le sue pubblicazioni: Palazzo Braschi. La collezione di sculture antiche (Roma 2000); Antichi volti della repubblica. La ritrattistica in Italia centrale tra IV e II secolo a.C. (Roma 2004); Munera gladiatoriae venationesnel mondo delle immagini (Roma 2004); «Pendono interrotte le opere». Antichi monumenti incompiuti nel mondo greco (Roma 2019); Arte romana (Milano 2021). Per Laterza è autore di Città sepolte e rovine nel mondo greco e romano (2011), Fidia. L’uomo che scolpì gli dei (2014) e Il riposo dell'imperatore. L’otium da Augusto alla tarda antichità (2023).
“TEMPO-MUSICA” DEL CHITARRISTA RENATO CARUSO
E’ uscito “Tempo - Musica”, il nuovo libro del chitarrista e compositore Renato Caruso. Edito da Le Ruzzole (Fingerpicking.net/ Edizioni Curci), è disponibile nelle librerie, negli store digitali e nei negozi di strumenti musicali. La versione premium di “Tempo - Musica”, rilegata con punto singer, è disponibile in esclusiva sul sito www.leruzzole.it. Con la prefazione del musicista e scrittore Reno Brandoni, il libro conduce il lettore nei meandri del rapporto tra musica e scienza e, grazie a una serie di aneddoti, dimostra il forte legame tra le due discipline. “Tempo - Musica” è un omaggio alla famiglia Galilei, sia Galileo sia il padre Vincenzo, i primi a parlare di relatività. Il libro, infatti, introduce una nuova teoria sulla relatività della musica, che Renato Caruso definisce “Relativismo Musicale”. Secondo questa teoria, la musica non è statica, ma è soggetta a interpretazioni e influenze personali, sia da parte di chi la crea che di chi l’ascolta. Il tempo e l’emozione svolgono un ruolo fondamentale nella percezione e nell’esperienza musicale, rendendo ogni esecuzione e ascolto qualcosa di unico e irripetibile. «Come direbbe il matematico Pacioli, questo mio ultimo lavoro è la Summa delle tre discipline che ho amato fin da bambino: filosofia, scienza e musica – racconta Renato Caruso – In ognuna il tempo ha un ruolo molto importante che cerco di sviscerare in questa nuova idea di musica, non più melodia, armonia, ritmo e parola ma anche tempo, istante, emozione». Renato Caruso, classe 1982, suona dall’età di 6 anni: chitarra e pianoforte sono i primi strumenti ai quali si avvicina. Il chitarrista e compositore lavora per cinque anni presso l’accademia musicale di Ron, “Una Città Per Cantare”, come docente di chitarra classica, acustica ed elettrica, teoria e solfeggio, informatica musicale e responsabile web. Renato Caruso nel corso della sua carriera si esibisce con artisti del calibro di Ron, i Dik Dik, Red Ronnie, Alex Britti e Fabio Concato. Nel 2015 pubblica il suo primo libro “LA MI RE MI” (Europa Edizioni): un breve saggio-discorso sulla musica e il suo intreccio innovativo con le tecnologie informatiche. Nel 2016 esce il suo primo album di chitarra acustica “ARAM”. Il chitarrista crotonese è l’inventore del genere musicale “Fujabocla”, che mescola vari stili musicali tra cui il funk, il jazz, la bossa nova e la classica. Nel maggio 2018 pubblica il suo secondo album solo guitar “PITAGORA PENSACI TU”. A luglio dello stesso anno apre il “Fiuggi Guitar Festival”, il più importante festival chitarristico d’Italia, a settembre si esibisce nell’ambito del “City of guitars”, il prestigioso festival internazionale dedicato alle sei corde di Locarno (Svizzera) e ad ottobre è tra gli ospiti del “MEI- Meeting delle Etichette Indipendenti” di Faenza (RA). Nel marzo 2019 apre una data di “Off the record” (la serie di concerti di Francesco De Gregori al Teatro Garbatella di Roma). Nel 2021 ha pubblicato “GRAZIE TURING” (Believe), il nuovo album solo guitar, colonna sonora perfetta per immergersi nella lettura dell’ultimo libro, “# DIESIS O HASHTAG?” (OneReed, 2021). Nel 2022 ha messo in vendita i suoi primi tre NFT– Non Fungible Guitar (9 AM), Non Fungible Guitar (11 AM), Non Fungible Guitar (11 PM) – legati a un concetto che Renato ha sviluppato, ovvero il concetto di “RELATIVITÀ MUSICALE”. Renato Caruso è compositore e chitarrista per diversi artisti. Attualmente lavora presso diverse accademie come docente di chitarra classica, acustica, T&S e informatica musicale. Il 5 maggio 2023 pubblica “THANKS GALILEI” (ADA Music), il nuovo album “solo guitar” disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download.(red / Gil)
ALBERTO ZORLONI: “PACIFISMO. STORIA E ANALISI DEL CASO ITALIANO”
“Nel 2021 la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra astronomica di 2.113 miliardi di dollari, confermandosi in aumento per il settimo anno consecutivo dopo la lieve flessione alla quale era andata incontro nel periodo successivo alla crisi dei debiti sovrani – scrive Alberto Zorloni nel libro dal titolo ‘Pacifismo. Storia e analisi del caso italiano’ (Infinito edizioni) - Al primo posto ci sono gli Stati Uniti con 801 miliardi, seguiti da Cina (293), India (76,6), Gran Bretagna (68,4) e Arabia Saudita (55,6); l’Italia e undicesima (28,9). Come si può facilmente vedere, tutto il mondo è ‘ben’ rappresentato. Anche se in Africa (39,7) e America del Sud (45,3) non ci sono Paesi con una capacita di spesa comparabile a quelle di cui sopra, e proprio in questi due continenti che si registrano le più scandalose sproporzioni tra spese militari elevate e spese sociosanitarie irrisorie”. Negli ultimi quattro decenni le istanze pacifiste in Italia hanno dato vita a molte iniziative. È però mancata la capacità di spiegare chiaramente all’opinione pubblica che la pace è sempre l’opzione migliore. Alberto Zorloni in questo testo mostra come sia necessario che il pacifismo italiano faccia un salto di qualità, unendo le tante sigle che lo rappresentano così da conseguire un risultato di portata epocale, tale da mostrare inequivocabilmente che la nonviolenza funziona.
L’AUTORE. Alberto Zorloni, ossolano nato a Varzo (VB) nel 1961, veterinario, è stato obiettore alle spese militari fin dai primi Anni ‘90. Ha promosso la costituzione di associazioni impegnate nella diffusione di prodotti del commercio equo ed è stato socio della cooperativa Verso la Banca etica. Tra volontariato in Servizio civile e missioni brevi, ha trascorso tre anni e mezzo in Africa lavorando in progetti di sviluppo. Ha partecipato all’iniziativa “Anch'io a Sarajevo” del 1992 e ha tenuto decine di incontri pubblici per promuovere la pace e la giustizia internazionale. A seguito della propria esperienza in Etiopia ha pubblicato Ripartire da ieri (2015) ed Etiopia, una storia africana (2016). È autore di numerosi articoli e saggi comparsi su riviste missionarie e di storia contemporanea.
“BESTIARIO. PICCOLO DIZIONARIO DI GRANDI BIOEQUIVOCI”
Biodiversità, ambiente, ecologia: sono solo alcuni dei numerosi termini legati al mondo naturale che oggi fanno parte a pieno titolo del linguaggio di uso comune. Con il volume “Bestiario. Piccolo dizionario di grandi bioequivoci”, in libreria dal 9 agosto per Kellermann Editore, la scienziata e ricercatrice Paola Peresin fa chiarezza su alcune parole entrate ormai nel gergo quotidiano, ma troppo spesso ancora confuse nei loro significati originari. Il contenuto di questo libro è un bestiario anomalo, perché inserito in un piccolo dizionario di autentici e assai diffusi bioequivoci. Metà dei lemmi sono dedicati a specie zoologiche e a ordinari fraintendimenti che le riguardano (dall’ape alla vongola, passando da un microrganismo come il Toxoplasma gondii a grandi mammiferi come il lupo, l’orso e non ultimo l’homo sapiens), l’altra metà a tutte quelle parole che ormai fanno parte del nostro lessico ordinario e che riecheggiano in contesti diversi, ma uniti dalla volontà di esprimere la propria preoccupazione per le due grandi crisi che stiamo affrontando: la crisi climatica e la perdita di biodiversità – termine, quest’ultimo, conosciuto e ampiamente condiviso, ma il cui significato non sempre risulta essere pienamente compreso. Più le questioni scientifiche sono complesse e più sono soggette a diverse interpretazioni. Le relazioni tra scienza, politica e società sono profondamente articolate e oggi più che mai è necessario affrontarle anche da un punto di vista culturale. “Bestiario. Piccolo dizionario di grandi bioequivoci” fa parte della collana Umano/troppo/umano, dedicata al rapporto tra uomo, ambiente e pensiero. Paola Peresin, biologa della conservazione, esperta di fauna selvatica, ha fondato il Master in gestione della fauna – Masterfauna dell’Università di Ca’ Foscari di Venezia.
In Italia il cicloturismo genera un giro di affari di cinque miliardi, una cifra che potrebbe però crescere rapidamente se venissero fatti investimenti adeguati. L’economia della bicicletta rappresenta un’occasione di sviluppo e di lavoro per tutti. Non solo, la bicicletta è l’unico mezzo in grado di farci provare un senso di libertà, sperimentare emozioni forti ma anche una profonda connessione con il mondo che ci circonda.
Per questo Il Sole 24 Ore propone in edicola per un mese da giovedì 27 luglio – e in libreria dal 4 agosto – il volume “Stendhal in biciletta. Itinerari cicloturistici d’autore e bike economy” di Manlio Pisu, giornalista appassionato di bici e cicloturismo.
Sempre più persone e anche intere famiglie, infatti, scelgono i viaggi in bici per le loro vacanze, spiega l’autore, che in questo volume racconta i percorsi che ha sperimentato in prima persona, fornisce consigli pratici e utili da appassionato cicloviaggiatore quale è.
“STENDHAL IN BICICLETTA. ITINERARI CICLOTURISTICI D’AUTORE E BIKE ECONOMY” DI MANLIO PISU
Dalla Via Francigena alle meraviglie del Lombardo-Veneto, dall’Eroica nelle Crete Senesi alla Via dei Tramonti nella Sicilia occidentale, ogni lettore si scoprirà cicloturista e non vedrà l’ora di salire in sella. Un libro, “Stendhal in bicicletta. Itinerari cicloturistici d’autore e bike economy” di Manlio Pisu (Il Sole 24 Ore), introdotto dal presidente dell’Osservatorio Bikeconomy Gianluca Santilli, che aiuta a scoprire il piacere che si prova rallentando, godendo del viaggio intrapreso e investendo in una forma di turismo più sostenibile. Il volume resterà in edicola per un mese da giovedì 27 luglio al costo di 12,90€; in libreria dal 4 agosto al costo di 16,90€ e in formato e-book sui principali store online al costo di 9,90€.
L’AUTORE. Manlio Pisu, giornalista, romano, ha lavorato in Italia e all’estero per alcune delle principali testate italiane, seguendo in particolare i temi economico-finanziari nel quadro dell’integrazione europea. La sua vita professionale è a cavallo tra l’informazione e la comunicazione finanziaria. La bici e il cicloturismo sono da anni la sua passione e il suo caricabatterie. Nel suo poco tempo libero si diletta a battere palmo a palmo il Belpaese in sella alla sua bici alla ricerca di itinerari nuovi e mozzafiato. Il suo sogno nel cassetto è un’Italia tutta percorribile in bici con una rete di piste ciclabili all’altezza dei più evoluti standard internazionali.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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