Si terrà dal 17 al 19 aprile a Mar del Plata l’undicesimo Congresso della Federación de Asociaciones Piemontesas de Argentina (FAPA), appuntamento che riunisce delegazioni da tutto il Paese per un programma articolato tra assemblee, incontri culturali e momenti comunitari. L’iniziativa prevede anche l’incontro dei giovani piemontesi, attività di formazione per dirigenti e la tradizionale “Festa del Piemonte in Argentina”. “La sigla FAPA significa Federación de Asociaciones Piemontesas de Argentina. Ma non è meramente una sigla, è molto di più”, spiega a 9Colonne Laura Moro, fondatrice della Familia Piemontesa di Paraná e membro del Comitato degli Italiani all’Estero (Comites) di Rosario. “In essa c’è lo spirito del suo creatore, Michele Colombino”, che negli anni Settanta, visitando l'Argentina, “scoprì una realtà che lo affascinò: qui c’era un altro Piemonte”. Secondo Moro, quelle visite furono decisive: “Mentre percorreva le province di Córdoba e Santa Fe riuniva tutti i piemontesi del luogo creando nuovi legami e aprendo per loro nuovi orizzonti”. Da quell’esperienza nacquero le prime associazioni e, nel 1973, la federazione. “E furono tante che iniziarono a unirsi per avere una volta all’anno un grande incontro che si chiamò: ‘La festa del Piemonte in Argentina’”. Nel tempo, le feste si sono trasformate in congressi. “Il primo fu a Buenos Aires, nel 2005. Durò tre giorni, con la partecipazione di molte associazioni”, ricorda Moro. Da allora l’appuntamento si ripete ogni anno in diverse città, ampliando contenuti e partecipazione. L’edizione 2026 include, oltre all'assemblea federale, anche quelle della Asociación de Mujeres Piemontesas (AMPRA) e della Gioventù Argentino Piemontese. un incontro di cori e la consegna del “Premio al piemontese di Argentina”. Accanto agli aspetti organizzativi, Moro insiste sul significato del percorso associativo: “Mantenere le radici, incarnarle nella vita quotidiana, sentire che è una linfa che scorre di generazione in generazione è lo stimolo che muove tutti noi che conformiamo questa grande famiglia di associazioni che è la FAPA. Fin dall’inizio abbiamo sentito la sfida di incorporare giovani, ma già dai primi tentativi ci siamo resi conto che in realtà non si tratta di una “incorporazione” bensì di una semina. Se la nostra semina è stata buona ci sarà un buon raccolto e i giovani continueranno a sentire la forza delle radici e continueranno il cammino, a modo loro, con i loro codici, con una visione propria ma mantenendo i valori essenziali”. Il congresso si concluderà con una messa e un omaggio ai pionieri dell’emigrazione piemontese. “Nelle associazioni veniamo a dare, mai a ottenere benefici personali. In questo dare sta la nostra forza”, afferma Moro, richiamando il motto dell’incontro: “Continuiamo insieme affinché lo spirito che ci nobilita rimanga inalterato”. (fel - 15 apr)
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