Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

A Gorizia e Monfalcone doppia mostra su Ungaretti

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

A Gorizia e Monfalcone doppia mostra su Ungaretti

Ungaretti è il primo “testimonial” di “GO! 2025 Nova Gorica - Gorizia, European Capital of Culture”. Un ampio progetto, ideato e curato da Marco Goldin, verrà dedicato al grande poeta Giuseppe Ungaretti e al Carso dove egli combatté nel corso della Prima guerra mondiale. Si tratta, nello specifico, della doppia mostra “Ungaretti poeta e soldato. Il Carso e l’anima del mondo. Poesia pittura storia” che si svilupperà tra Gorizia (Museo di Santa Chiara) e Monfalcone (Galleria comunale d’arte contemporanea) dal 26 ottobre al 4 maggio 2025, anticipata da uno spettacolo teatrale che in aprile verrà portato in cinque teatri del Friuli-Venezia Giulia e in uno del Veneto (Treviso). Il progetto è promosso dalla Regione Friuli-Venezia Giulia con i Comuni di Gorizia e di Monfalcone, in collaborazione con PromoTurismo FVG per la parte degli itinerari turistici sul Carso. Lo spettacolo teatrale si svolgerà ad aprile in sei città: Gorizia, 10 aprile; Tolmezzo, 11 aprile; Treviso, 15 aprile; Monfalcone, 16 aprile; Udine 17 aprile; Pordenone, 23 aprile. Lo spettacolo, in 90 minuti, con la regia dello stesso Goldin, ripercorrerà la storia di Ungaretti sul Carso, tra letteratura, storia, luoghi e pittura. Avrà una parte introduttiva (circa 15 minuti) in cui alla voce straordinaria di Antonella Ruggiero saranno affidate tre canzoni (testi di Goldin e musiche di Remo Anzovino) che serviranno a far entrare lo spettatore nel mezzo dell’azione teatrale. “È un progetto affascinante e ambizioso, che si inserisce con un ruolo di primo piano tra gli eventi che vedono Gorizia e Nova Gorica unite sotto l’insegna di Capitale della Cultura 2025. Le due mostre e lo spettacolo, pensato per essere rappresentato in diverse località, vogliono essere il testimone che accompagnerà sul territorio il pubblico a vivere da vicino la memoria storica, geografica e letteraria dei luoghi in relazione a un periodo che ha segnato e caratterizzato in modo significativo tutta la regione e i suoi abitanti e, oltre, l’Italia e l’Europa - sottolinea Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia - Si tratta di un’iniziativa che la Regione ha fortemente voluto perché riteniamo non sia possibile parlare di Gorizia, del Carso e di cultura dei luoghi, senza ricordare e celebrare Giuseppe Ungaretti, il poeta e il soldato, proprio a 110 anni dalle prime poesie raccolte nel suo 'Il porto sepolto'. Lasciare che sia l’arte a parlare di lui, dei luoghi e degli eventi che ha vissuto e che l’hanno ispirato, equivale forse a utilizzare il linguaggio che più si avvicina alla poesia e che meglio la interpreta, restituendo al pubblico un messaggio efficace ed emotivamente coinvolgente”. (gci)

“BABEL”: AD ARZIGNANO (VI) LA PERSONALE DI MIRKO BARICCHI

Un’esposizione per scoprire l’arte di Mirko Baricchi ad Arzignano (VI): Atipografia ospiterà la mostra “Babel”, personale di Mirko Baricchi (La Spezia, 1970), che costruisce un itinerario visivo attraverso la ricerca artistica del pittore spezzino negli ultimi dieci anni. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 24 febbraio al 18 maggio negli spazi della galleria, antica tipografia di famiglia che Elena Dal Molin ha voluto trasformare in spazio contemporaneo affidandone il ridisegno funzionale agli architetti dello studio AMAA. Il progetto espositivo coinvolge oltre venti opere su tela e carta, molte delle quali inedite e realizzate specificatamente per l’occasione. Oscillando tra pittura, grafica e illustrazione, “Babel” traccia un arco narrativo nello spazio pensato per restituire le diverse fasi creative che hanno caratterizzato la produzione di Baricchi, articolate in veri e propri cicli. Il titolo stesso della mostra, che trae ispirazione dall’idea della Torre di Babele, rievoca l’immagine di una stratificazione di linguaggi differenti nella medesima struttura che, unendosi, creano una nuova forma. L’esposizione accompagna il visitatore attraverso il processo mentale dell’artista, mostrando come i diversi cicli della sua produzione sfumino l’uno nell’altro senza mai esaurirsi del tutto, ma fornendo le fondamenta per la costruzione della fase successiva. Scegliendo di non articolare le proprie opere attorno a un soggetto unico e definitivo, Baricchi esplora e scompone la figura, puntando i riflettori sul vero protagonista della sua riflessione: la pittura stessa. In “Babel” la gestualità rapida dell’artista si sposa con cancellature e interventi improvvisi, realizzando un profondo equilibrio tra stesura e asportazione del colore e restituendo un’immagine che oscilla tra paesaggio reale e spazio mentale. (gci)

A LISSONE (MB) ARRIVA “AMAMI ANCORA” DI ALICE RONCHI

Una mostra che richiama la necessità delle opere d’arte di vivere e di uscire dalla nostalgia che le racchiude nei depositi, per essere nuovamente apprezzate e riscoperte. Dal 18 febbraio al 19 maggio, il MAC - Museo di Arte Contemporanea di Lissone (MB) accoglie la prima personale in una istituzione pubblica di Alice Ronchi (Ponte dell’Olio, PC, 1989), dal titolo “Amami Ancora”. La mostra, che apre il programma espositivo triennale ideato dal neodirettore Stefano Raimondi (che è anche curatore di “Amami Ancora”), inaugura il progetto Prime, con cui il MAC si pone come centro di ricerca e di sperimentazione per dare voce ad artisti contemporanei che, con le loro opere, dialogheranno con quelle presenti nella Collezione permanente, acquisite durante lo storico Premio Lissone, in particolare tra il 1946 e il 1967, quando la città fu luogo significativo a livello internazionale per la documentazione della ricerca artistica europea. La rassegna prende avvio proprio dall’indagine che Alice Ronchi ha svolto sulla collezione permanente del MAC, stabilendo un rapporto d’intimità e affezione sia con i partecipanti al Premio Lissone nel periodo 1946-1967, sia con diversi autori le cui creazioni da diversi anni si trovano nei depositi del museo brianzolo. Attraverso un’approfondita analisi, fatta di studi sui documenti, incontri con gli eredi e ricerche sul campo, Alice Ronchi restituisce alle opere e ai suoi ideatori una rinnovata centralità e un’opportunità per un ricongiungimento emotivo con lo spettatore. Per l’occasione Alice Ronchi presenta un nuovo intervento, accanto a importanti lavori storici, ad altri inediti e ad alcuni rimasti per anni nel suo studio che entrano in dialogo con quelli della collezione del MAC di figure quali Claude Bellegarde, Cheval-Bertrand, Peter Bruning, Giorgio De Chirico, Piero Dorazio, Gino Meloni, Achille Perilli, Mario Schifano, Eugenio Tomiolo e altri. “Amami Ancora - afferma Alice Ronchi - è un progetto le cui radici risiedono nel mio cuore da molto, ancora non sapevo quali forme avrebbe assunto, ma per anni l’ho nutrito con un’attenta ricerca rivolta agli artisti della prima metà del ‘900 italiano; dedicandomi per lo più alle opere su cui lo sguardo dello spettatore sembrava non posarsi da tempo. Un percorso intimo di dialogo con la storia, una ricerca ancora in divenire che ha trovato la sua prima espressione nella mostra al MAC di Lissone”. “L’intervento principale - prosegue Alice Ronchi - chiave di lettura dell’intero progetto, non risiede unicamente nella selezione delle opere bensì nel mio desiderio di portarle con me lungo tutti i piani del museo, di trasferirle dai depositi e dal piano interrato, dove attualmente la collezione del premio è esposta e di condividere quel luogo alla pari attivando un nuovo ed inedito dialogo onorando la sua storia. Ringrazio Stefano Raimondi per aver accolto con entusiasmo la mia proposta e per averla resa possibile”. “Il primo segno evidente e fondamentale di rilancio del museo - dichiara Stefano Raimondi - è architettonico ed è visibile prima ancora di entrare nel museo, attraverso il grande lavoro svolto dall’amministrazione comunale per riportare il MAC a essere quell’incredibile ‘museo di luce’ per cui era stato progettato. Le enormi vetrate, che permettono un dialogo tra l’interno del museo e la piazza circostante sono state ripristinate, così come sono stati riaperti i numerosi punti di luce naturale occlusi nel tempo; si potrà finalmente godere della visione delle opere d’arte in un contesto unico in Italia nel suo genere”. (gci)

LE POTENZIALITA’ DEL COLORE A “VETROGRAFICA” DI GIOVANNI BOTTICELLI

L’arte come veicolo di trasformazione urbana: Co.De. ha annunciato il terzo appuntamento di Galleria Sospesa, a Roma, che dal 15 febbraio al 7 marzo porterà in mostra le opere dell’artista Giovanni Botticelli nella personale “VETROGRAFICA”. La collezione “VETROGRAFICA” raccoglie e racconta la sua approfondita esplorazione delle capacità cromatiche e di texture intrinseche nei vetri float colorati e negli specchi colorati. Al centro di questa selezione c'è un deliberato focus tematico, caratterizzato da modelli geometrici ed essenziali, accuratamente realizzati attraverso la strategica giustapposizione di superfici riflettenti e tonalità solide e vibranti, una firma che contraddistingue lo stile di Giovanni Botticelli. Questi elementi interagiscono in modo fluido sia con le superfici riflettenti del vetro che con l’ambiente circostante, aggiungendo una dimensione dinamica e coinvolgente a ogni pezzo. La destrutturazione delle riflessioni su diversi livelli si definisce grazie all’alternanza calibrata di superfici trasparenti, riflettenti, satinate o laccate. “Trattando la lastra di vetro come si farebbe con una tela bianca, ho sfruttato le superfici duali per incontrare e mixare elementi grafici essenziali e geometrici con precisione - afferma l’artista - Come spesso accade, l’opera prende vita nel momento in cui lo spettatore interagisce con le opere, tra un’elegante geometria, i colori vividi e nel suo stile unico, promettendo un’esperienza incantevole e personalizzata”. Botticelli studia Design del Prodotto presso l’IED, con esperienze formative presso l'ENSA Limoges e Abate Zanetti Murano. Nel 2016 tiene la sua prima personale, “EQUILIBRISTA MIRRORS” presso la Swing Design Gallery. Nel 2019 presenta la sua seconda mostra personale, “HABITAT”, sempre alla Swing Design Gallery, in collaborazione con Mazzucchelli1849. Le sue opere sono esposte in fiere nazionali e internazionali. Docente universitario presso l’IED, vive e lavora a Roma. (gci)

DONNE, “STRAORDINARIE” ARRIVA A MILANO

Dopo il successo al MAXXI di Roma la mostra “Straordinarie” arriva a Milano, alla Fabbrica del Vapore. Gli spazi della Cattedrale ospitano dal 14 febbraio al 17 marzo il progetto promosso da Terre des Hommes e curato da Renata Ferri con le fotografie di Ilaria Magliocchetti Lombi, che raccoglie 110 ritratti e voci di donne italiane provenienti da molteplici ambiti della società contemporanea: da Emma Bonino ad Alba Rohrwacher, da Serena Dandini a Cathy La Torre, da Levante a Milena Bartolini, da Chiara Valerio ad Elodie, da Ariete a Flavia Perina, da Michela Murgia a Liliana Segre. Professioniste che con il loro percorso testimoniano tanti modi diversi, tutti possibili, di affermarsi e realizzare le proprie ambizioni oltre pregiudizi e discriminazioni. La mostra, realizzata grazie al sostegno di Deloitte con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è parte della campagna #indifesa che Terre des Hommes porta avanti ormai dal 2012 per promuovere i diritti delle bambine e delle ragazze in Italia e nel mondo. Nei giorni di esposizione previsto un ricco palinsesto di incontri, talk con le donne ritratte, proiezioni e performance artistiche. “Straordinarie” fa parte dell’iniziativa del Comune di Milano “Milano città delle Donne, delle ragazze e delle bambine” che propone alla cittadinanza un anno di eventi e appuntamenti culturali dedicati alle questioni di genere. In questa edizione la mostra si accompagna a un libro disponibile durante la mostra e sul sito di Silvana Editoriale, realizzato grazie a Fondazione Bracco. L’appuntamento è stato inserito nel calendario delle Olimpiadi Culturali (Cultural Olympiad), il programma multidisciplinare, plurale e diffuso, realizzato dalla Fondazione Milano Cortina 2026, che mira a promuovere i valori olimpici e paralimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, nel percorso di avvicinamento ai prossimi Giochi Invernali. (redm)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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