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direttore Paolo Pagliaro

NEMMENO STARMER
STACCA TRUMP DA PUTIN

NEMMENO STARMER <BR> STACCA TRUMP DA PUTIN

“Che bell’accento. Sarei stato presidente 20 anni fa se avessi avuto quell'accento". E se fosse questa, nei confronti dell’ospite, l’unica affermazione in qualche modo “nuova” che il presidente americano avesse espresso nel corso del faccia a faccia di ieri con il premier britannico Keir Starmer? Perché Donald Trump, di fronte alle posizioni nette del premier britannico, giunto a Washington con la “missione” di riportare il Tycoon dalla “parte occidentale” sottraendolo al “meridiano di Mosca”, ha sì riempito di elogi l’inquilino di Downing Street, riconfermando la storicità e la solidità del legame tra Usa e Gb, ma, in solido, non è poi andato molto al di là di tali generiche affermazioni.  In uno dei suoi sorprendenti “testa coda” dialettici, il leader repubblicano ha persino negato di aver dato del “dittatore” al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dovrebbe incontrare proprio oggi per la firma del soffertissimo (da parte ucraina) accordo sulle terre rare, alla stipula del quale Trump ha legato la continuazione al sostegno del paese invaso. “Ho detto questo?” ha chiesti Trump ai giornalisti nel corso della conferenza stampa congiunta con Starmer.  “Non posso credere di averlo detto. Prossima domanda”.

Incalzato dalle domande sul tema della guerra in Europa, Trump ha quindi affermato che una tregua tra Russia e Ucraina deve essere raggiunta “presto”, altrimenti “non accadrà mai”. “Penso che abbiamo fatto molti progressi e che tutto stia procedendo molto rapidamente”, ha detto Trump in merito ai suoi sforzi per ottenere la cessazione delle ostilità. “O accadrà presto o non accadrà affatto”, ha però aggiunto.

Da parte sua, il primo ministro britannico ha sottolineato la necessità di evitare qualsiasi accordo che “premi l'aggressore”. “C'è uno slogan famoso nel Regno Unito, risalente al secondo dopoguerra, che dice 'dobbiamo vincere la pace' ed è ciò che dobbiamo fare ora, perché non può essere una pace che premia l'aggressore o incoraggia regimi come l'Iran”, ha affermato Starmer il quale ha anche annunciato un nuovo super pacchetto di aiuti militari a Kiev. Inoltre, a sottolineare l’evidente solco che ormai divide le due sponde dell’Atlantico, questa mattina Londra ha annunciato che il primo ministro britannico intende “portare avanti” le azioni dei leader europei di sostegno all’ Ucraina e, più in generale, in tema di sicurezza continentale di fronte alla minaccia russa. Domenica quindi, dopo un incontro telefonico mattutino con gli Stati baltici, Starmer – si legge in una nota – riceverà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Downing Street. Nel pomeriggio, poi, ha invitato a Londra, per un vertice, i leader di diversi paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Danimarca,  Turchia, nonché quelli della NATO e dell'Unione Europea.

Per quanto riguarda più in generale l’appoggio alla Nato, il presidente americano ha assicurato il suo “sostegno” all'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, pilastro su cui si fonda l'organizzazione, che garantisce assistenza tra i suoi Stati membri in caso di aggressione.  Interrogato su questo articolo chiave del trattato, in un momento in cui il progetto di installare truppe europee in Ucraina per garantire una pace che deve ancora essere conclusa sta prendendo piede, Trump ha risposto “Lo sostengo”, aggiungendo: “Non credo che avremo motivo di ricorrervi”. In ogni caso, ha aggiunto il presidente americano, è necessario raggiungere un accordo di cessate il fuoco prima di parlare di forze di mantenimento della pace. “Penso che siamo molto avanti con l'accordo – ha affermato il Tycoon – ma non lo abbiamo ancora concluso. Ecco perché non mi piace parlare di mantenimento della pace finché non avremo un accordo per far progredire le cose”, ha detto il presidente americano, aggiungendo che non intende “portare sfortuna” a un’intesa di pace. (28 FEB - DEG)

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