Una “bomba nucleare” lanciata dal “sistema”: così Marine Le Pen, prendendo la parola a una riunione del gruppo di deputati del Rassemblement National, ha commentato la sua condanna all’ineleggibilità per 5 anni e a 4 anni di carcere di cui due senza condizionale, con la possibilità dell'uso del braccialetto elettronico, per appropriazione indebita di fondi europei. “Se si usa un’arma così potente contro di noi è ovviamente perché stiamo per vincere le elezioni”, ha detto Le Pen, per poi assicurare: “Non permetteremo che ciò accada e difenderemo il diritto dei francesi di votare per chi desiderano. Ci hanno rubato le elezioni legislative, non permetteremo che ci rubino le elezioni presidenziali”. “Come potranno difendere il signor Navalny? Come potranno difendere il principale avversario di Erdogan, attualmente in carcere, quando alla favorita alle prossime elezioni presidenziali viene impedito, attraverso un'esecuzione provvisoria, di candidarsi?” sottolinea Le Pen. Per Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, “è una data estremamente buia per la democrazia francese”, ribadendo che la condanna di 24 persone del partito di estrema destra, ex Front National, per la vicenda degli assistenti parlamentari europei è il risultato di quella che considera “la tirannia dei giudici”. "Su Marine Le Pen ribadisco quanto già detto a ‘Il Messaggero’. Nessuno che creda davvero nella democrazia può gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito, privando milioni di cittadini della loro rappresentanza” afferma su X la premier Giorgia Meloni. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)