Ore di preoccupazione per Nanni Moretti. Il regista 71enne ieri pomeriggio ha avuto un infarto ed è stato operato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma. Ora si trova ricoverato in terapia intensiva in condizioni sono serie ma stabili e la prognosi resta riservata. “Non è la prima volta – ricorda il Corriere della Sera - che la salute tira brutti scherzi al regista di Bianca, Palombella rossa, Caro diario e La stanza del figlio per citarne solo alcuni. Il primo ottobre dello scorso anno, alla vigilia della presentazione a Napoli del film Vittoria di cui è produttore, aveva già avuto un primo infarto. In quell’occasione aveva rassicurato i suoi tanti fan con un video messaggio: ‘Mi dispiace non essere lì con voi, ma non sto bene. Starò meglio, tornerò presto’. Tra il 1990 e il 1991, aveva sconfitto ed era guarito da un linfoma di Hodgkin. Anni dopo, alla Festa del cinema di Roma del 2017, in occasione della proiezione del corto ‘Autobiografia di un uomo mascherato’, era stato lui stesso a parlare di un secondo tumore che lo aveva colpito ‘a distanza di vent’anni, da un’altra parte’ e delle sedute di radioterapia a cui si era sottoposto per sconfiggerlo”.
Ieri avrebbe dovuto partecipare alla prima di “L’attachement” di Carine Tardieu con Valeria Bruni Tedeschi. A giudicare dai tanti impegni fissati nella sua agenda per questi ultimi giorni, niente poteva far presagire il malore che lo avrebbe colpito. Soltanto lunedì scorso Moretti, che nel 1978 osò innovare girando Ecce Bombo in formato 16 mm e in presa diretta, aveva fatto gli onori di casa in una serata sold out nel suo cinema Nuovo Sacher a Trastevere, presentando Gioventù romantica del regista cinese Jia Zhangke, nelle sale dal 17 aprile. In quella occasione aveva conversato con il collega asiatico e anche con Paola Cortellesi, la prima che con il suo C’è ancora domani è stata distribuita in Cina proprio dalla compagnia di Zhangke. Oggi invece, nell’ambito della quindicesima edizione di Rendez-vous, festival del cinema francese era atteso sul palco con Ludivine Sagnier, interprete del film Quando viene l’autunno diretto da Francois Ozon. Appena dieci giorni fa, poi era a Bif@st, il festival di Bari — che lo aveva omaggiato con una retrospettiva e un premio — per tenere una lezione: “Il cinema per me non è mai stato un dovere. L’ho fatto per puro piacere”, aveva detto. (3 apr - red)
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