Dall’Unione europea si è fatta sentire la voce della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen secondo la quale i dazi statunitensi rappresentano un “duro colpo” per l’economia mondiale. “Stiamo già ultimando il primo pacchetto di contromisure in risposta ai dazi sull'acciaio”, ha affermato Vdl in una dichiarazione letta in Uzbekistan prima del vertice di partenariato UE-Asia centrale. “E ora ci stiamo preparando ad adottare ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati fallissero”, ha aggiunto. Von der Leyen ha affermato che le conseguenze dei dazi statunitensi sarebbero “immense”: “L'economia globale – ha dichiarato - ne risentirà gravemente, l'incertezza aumenterà vertiginosamente e innescherà l'ascesa di un ulteriore protezionismo. Le conseguenze saranno disastrose per milioni di persone in tutto il mondo, anche per i Paesi più vulnerabili, che ora sono soggetti ad alcuni dei dazi doganali più elevati degli Stati Uniti”. Secondo Vdl, tutte le aziende “grandi e piccole” soffriranno “dal primo giorno”, l’imposizione delle gabelle trumpiane, venendo colpite da interruzioni nelle catene di fornitura e da maggiore incertezza, nonché da una “burocrazia gravosa”. I costi per fare affari con gli Stati Uniti “aumenteranno drasticamente”, ha sottolineato. “Inoltre – ha rilevato - non sembra esserci ordine nel disordine. Nessun percorso chiaro attraverso la complessità e il caos, mentre tutti i partner commerciali degli Stati Uniti vengono colpiti”. Ursula von der Leyen ha ricordato che negli ultimi 80 anni “gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno tratto grandi benefici dai loro rapporti commerciali”, con i consumatori che hanno potuto beneficiare di prezzi ridotti e le aziende che hanno tratto vantaggio da “enormi opportunità” che hanno portato a “una crescita e una prosperità senza precedenti”. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – sappiamo che il sistema commerciale globale presenta gravi carenze. Sono d'accordo con il Presidente Trump sul fatto che altri stanno traendo un vantaggio sleale dalle attuali regole e sono pronto a sostenere qualsiasi sforzo per adattare il sistema commerciale globale alle realtà dell'economia globale. Ma voglio anche essere chiaro. Ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema. Ecco perché fin dall'inizio siamo sempre stati pronti a negoziare con gli Stati Uniti per rimuovere le barriere rimanenti al commercio transatlantico. (3 APR - DEG)
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