Roma, 14 dic - “È stata strumentalizzata una vicenda giudiziaria su cui sono in corso indagini, ed è una cosa gravissima”. Lo ha detto Federica Onori, deputata di Azione, al termine del dibattito in Aula successivo all’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla vicenda Hannoun, parlando di un “indegno spettacolo” andato in scena in Parlamento. Secondo Onori, si è usata per fini politici un’inchiesta che riguarda Hannoun e altre persone indagate per finanziamento al terrorismo di Hamas, dando ai cittadini l’impressione che il Parlamento stia affrontando temi centrali come il finanziamento alle organizzazioni radicalizzate, la radicalizzazione religiosa – in particolare quella islamica – e la sicurezza nazionale. “In realtà – ha sottolineato – tutto questo non sta accadendo”. La deputata di Azione ha infatti accusato la maggioranza di aver messo in piedi “un teatrino” attorno a un’informativa, invece di aprire un confronto serio e concreto attraverso strumenti parlamentari adeguati. “Se davvero si volesse discutere di questi temi – ha spiegato – bisognerebbe farlo su progetti di legge, su mozioni, su testi che impegnano il governo ad azioni precise e verificabili. Qui invece si è scelto di chiamare il ministro a riferire su un’indagine di cui si sta occupando la magistratura”. Un passaggio che, per Onori, rappresenta un elemento di forte criticità anche sul piano istituzionale. “È gravissimo dal punto di vista della divisione dei poteri – ha rimarcato – perché si porta nel dibattito politico un procedimento giudiziario in corso, su cui il Parlamento non dovrebbe interferire”. La parlamentare ha poi distinto nettamente il piano giudiziario da quello politico, chiarendo che esiste un tema di responsabilità limitato e diverso. “È evidente che esponenti politici che nel tempo hanno deciso di associarsi ad Hannoun o ad altre figure nelle loro iniziative pubbliche debbano assumersene la responsabilità politica”, ha detto Onori, ricordando come Hannoun abbia “posizioni antisemite, radicali e violente” che non sono in alcun modo accettabili. “Ma questo – ha concluso – non ha nulla a che vedere con il lavoro che sta facendo la magistratura. Mescolare i due piani, giudiziario e politico, significa alimentare confusione e svilire il ruolo del Parlamento, senza affrontare davvero i problemi della sicurezza e della radicalizzazione nel nostro Paese”.
(PO / Sis)
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