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ZELENSKY: SERVE ACCORDO
E IMPEGNO USA PER 20 ANNI

ZELENSKY: SERVE ACCORDO<Br>E IMPEGNO USA PER 20 ANNI

L’Ucraina non firmerà alcun accordo che non sia “dignitoso e sicuro”. Alla vigilia dei nuovi colloqui con Russia e Stati Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy alza la posta dalla tribuna della Conferenza sulla sicurezza di Monaco: Kiev chiede garanzie vincolanti da parte americana per almeno vent’anni prima di sottoscrivere un’intesa di pace. “Gli incontri trilaterali della prossima settimana devono essere seri e sostanziali”, ha detto. “Ma a volte sembra che le parti parlino di cose completamente diverse”. Il riferimento è agli Stati Uniti, che – secondo Zelenskyy – continuano a evocare “concessioni”, troppo spesso solo da parte ucraina.  

Garanzie legali e nodo Donbas 

Washington avrebbe proposto una copertura di sicurezza di 15 anni. Per Kiev non basta. “Serve un accordo giuridicamente blindato di almeno 20 anni”, ha spiegato Zelenskyy in conferenza stampa, chiedendo che siano dettagliati anche gli impegni americani a sostegno di una futura forza europea di rassicurazione da dispiegare in Ucraina in caso di cessate il fuoco. Sul Donbas il presidente è stato netto: ritirarsi per accelerare la pace “non è possibile”, perché “lì vivono ucraini”. E ha espresso dubbi sul cambio del capo delegazione russa ai negoziati, temendo che Mosca stia “prendendo tempo” più che modificando la propria strategia.   

Europa ai margini 

Zelenskyy ha denunciato l’assenza dell’Europa dal tavolo negoziale: “È un grande errore”. Una valutazione condivisa anche dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Tra le capitali europee cresce l’irritazione per la reticenza americana a definire in modo chiaro le garanzie di sicurezza prima della firma di un eventuale accordo. Nel suo intervento, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha teso la mano agli alleati: “Europa e Stati Uniti appartengono insieme”. Ma l’offerta di collaborazione è apparsa condizionata: Washington è pronta ad agire anche da sola se non saranno soddisfatte le proprie richieste su clima, migrazione e tariffe commerciali. Sul fronte opposto, il presidente americano Donald Trump ha invitato Zelenskyy a “muoversi” per chiudere un accordo con Mosca, senza chiarire quali sarebbero le conseguenze di un eventuale rifiuto. 

Elezioni e guerra lunga 

Zelenskyy ha ribadito che eventuali elezioni – su cui Washington preme entro metà maggio – potranno tenersi solo due mesi dopo un cessate il fuoco, per garantire sicurezza agli elettori. Ha inoltre annunciato che gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche saranno al centro dei colloqui di Ginevra: “Non c’è una sola centrale che non sia stata colpita”. Tra i leader europei prevale lo scetticismo su una svolta diplomatica imminente. La convinzione diffusa è che Vladimir Putin non sia ancora economicamente o militarmente esausto. Un dirigente europeo prevede almeno altri due anni di guerra, assicurando che l’Europa ha le risorse per sostenere Kiev. 

 Attacco all’Iran 

 Zelenskyy ha infine rivolto un duro attacco al regime iraniano per la fornitura dei droni Shahed a Mosca: “Non abbiamo mai avuto conflitti di interesse con Teheran, ma quei droni stanno uccidendo il nostro popolo”. E ha avvertito: “Regimi come quello iraniano non devono avere tempo. Quando hanno tempo, uccidono di più”. Il messaggio di Kiev è chiaro: nessuna pace affrettata, nessuna concessione unilaterale. Senza garanzie solide e di lungo periodo, la guerra rischia di congelarsi soltanto per riesplodere più avanti. (sem) 

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