Il “sanguinoso colpo di Stato” avvenuto in Ucraina nel 2014 sarebbe stato organizzato dai Paesi occidentali, con il coinvolgimento diretto di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. È quanto ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un’intervista all’agenzia TASS. “Dopo il 2014 tutto è cambiato”, ha affermato Peskov, riferendosi agli eventi che portarono alla caduta del presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovych. “L’organizzazione di un violento e sanguinoso colpo di Stato in Ucraina da parte dei Paesi occidentali – con la partecipazione diretta di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania – è un fatto che dobbiamo ricordare”. Le dichiarazioni ripropongono la narrativa sostenuta da Mosca fin dall’inizio del conflitto, secondo cui le proteste di piazza Maidan e il successivo cambio di governo a Kiev sarebbero stati frutto di un intervento esterno. Il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin ha dichiarato alla TASS che la Russia ha irrigidito la propria posizione negoziale dopo un presunto attacco ucraino contro la residenza del presidente Vladimir Putin. “Per quanto riguarda i cambiamenti nella posizione negoziale, posso solo confermare che esistono”, ha detto Galuzin, senza entrare nei dettagli. Il diplomatico ha precisato che la linea più dura è stata comunicata ai partecipanti alla riunione del 4-5 febbraio ad Abu Dhabi, nell’ambito del gruppo di lavoro sulle questioni di sicurezza nel formato Russia–Usa–Ucraina. Mosca non ha fornito ulteriori elementi sui contenuti del nuovo orientamento negoziale, ma le parole di Galuzin lasciano intendere un possibile irrigidimento delle condizioni poste dal Cremlino nei colloqui in corso. (sem)





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