“Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace, diciamo per la sua particolare natura, ecco, che non è evidentemente quella degli altri Stati. Abbiamo preso nota che l’Italia parteciperà come osservatore”. Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a margine delle celebrazioni del 97° anniversario dei Patti Lateranensi e del 42° anniversario dell’Accordo di modificazione del Concordato, svoltesi ieri a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. “Evidentemente ci sono punti che lasciano un po’ perplessi, ecco, ci sono alcuni punti critici che, diciamo, avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta, ecco, però per noi ci sono alcune criticità che dovrebbero essere, diciamo, risolte”, ha spiegato Parolin. “Ma una preoccupazione è quella che a livello internazionale sia soprattutto l’ONU a gestire queste situazioni. Questo è uno dei punti sui quali noi abbiamo insistito”, ha concluso il cardinale.
UCRAINA. “Sull’Ucraina – ha detto inoltre Parolin - c’è parecchio pessimismo, credo da entrambe le parti. Non ci sembra che ci siano, come dire, progressi reali per quanto riguarda la pace. È tragico che dopo quattro anni ci si fermi ancora a questo punto. Si spera che questi dialoghi possano produrre qualche progresso, ma mi pare che non ci siano molte speranze e molte attese”.
PATTI LATERANENSI. “C’è stato soprattutto un ringraziamento, ecco, da parte nostra per l’attenzione che il governo ha prestato a tante tematiche che stanno a cuore alla Chiesa, soprattutto tematiche di natura sociale: temi come quello dei provvedimenti per la famiglia, il tema dell’educazione, il tema della disabilità, il tema delle carceri. Su queste tematiche ci sono dei tavoli di lavoro che riguardano più direttamente la CEI e sui quali sono stati fatti dei passi avanti” ha spiegato Parolin in merito all’incontro con le istituzioni italiane.
(18 FEB - lug)
(© 9Colonne - citare la fonte)





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