Si terranno domani alle ore 12, presso l’abbazia di Pontida, i funerali di Umberto Bossi, il “senatur” che all’inizio degli anni Novanta fondò la Lega. Alla funzione parteciperanno le principali cariche istituzionali, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Bossi si è spento il 19 marzo all’età di 86 anni e da allora non si sono fermate manifestazioni di cordoglio e stima bipartisan. A ricordarlo oggi in un’intervista al Corriere della Sera è uno dei tanti avversari, Massimo D’Alema, che lo definisce “incontenibile, fuori da qualsiasi schema”: “Riceveva in canottiera, aveva il frigo pieno di birre in lattina e in dispensa giusto del pane in cassetta e delle sardine in scatola”. La descrizione dell’ex presidente del Consiglio risale al 1994, l’anno del “Ribaltone” con cui Bossi ruppe l’alleanza con Silvio Berlusconi contribuendo a farne cadere il primo governo. Aveva fretta, ricorda D’Alema, di porre fine a quella maggioranza perché, cita, “se non mi sbrigo Berlusconi i miei ragazzi me li sfila uno dopo l’altro e io rimango solo”, gli disse. Bossi, dice D’Alema, gli stava “simpaticissimo”, ma non ha mai detto che la Lega fosse una costola della sinistra. Semmai, del movimento operaio: “Ma era una constatazione - dice oggi D’Alema - Era uscita una ricerca secondo cui molti operai della Fiom della provincia di Brescia votavano Lega”. (21 mar-mol)
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