Si tengono oggi “senza alcun cerimoniale”, come ribadito dalla famiglia, i funerali di Umberto Bossi, fondatore e primo segretario della Lega, spentosi a 84 anni lo scorso 19 febbraio. A partecipare ci sono comunque la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro Giancarlo Giorgetti e i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. La cerimonia è a Pontida, senza posti riservati ma con un maxischermo fuori dalla chiesa per consentire a chi non dovesse riuscire a entrare di partecipare ugualmente.Colonna sonora il Va’ Pensiero, l’inno della vita di Bossi.
I RICORDI
A ricordare oggi il senatur sono tanti, come nei giorni scorsi, da entrambi gli schieramenti politici. “Bossi è stato lucidissimo fino alla fine, a dispetto di chi diceva il contrario. Aveva idee chiare e progetti definiti”, è la testimonianza, raccolta dal Corriere della Sera, di Marco Reguzzoni, giovanissimo presidente leghista della provincia di Varese nel 2002 e capogruppo alla Camera nel 2008, prima di lasciare la politica. Il rapporto tra i due era strettissimo e ultimamente, racconta Reguzzoni, stavano scrivendo un libro. La politica, prosegue il delfino, non è mai uscita dai pensieri di Bossi così come le preoccupazioni sulla sorte del partito da lui fondato. “Umberto non condivideva l’investitura su Vannacci”, sottolinea Reguzzoni, che a quelle Europee del 2024 si candidò con Forza Italia incassando, all’ultimo momento, l’endorsement del senatur. “Questo - dice Reguzzoni - è un momento di grande dolore, in cui in molti abbiamo perso un padre. Tutti i figli devono ragionare sugli errori commessi”. In questo senso l’ex politico ha le idee chiare: “Tornare a essere sindacato dei territori, riprendere i temi del federalismo politico e fiscale”. E poi “un’Europa federale”. A parlare di vecchia e nuova Lega è anche il ministro Roberto Calderoli, che di Bossi ricorda le sfuriate e il carisma, ma anche le priorità politiche: “Non condivideva le posizioni sovraniste, ma soprattutto lo spostamento a destra. Lui è sempre stato antifascista. Per il resto a lui interessava il territorio, i problemi della gente”. (22 mar-mol)
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