Tre giorni “intensi” con un obiettivo chiaro: “rimettere gli italiani all'estero nel cuore della vita del nostro paese”. Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Consiglio generale degli Italiani all’estero, fa il punto in conferenza stampa dopo il Comitato di presidenza del Cgie, che si è riunito alla Farnesina per discutere i temi più caldi per le nostre comunità nel mondo. A partire dal voto all’estero, all’indomani del referendum sulla giustizia che ha visto la partecipazione anche dei nostri connazionali all’estero. In merito Prodi ha ricordato “l’ordine del giorno presentato dal Cgie per migliorare ancor di più la sicurezza del voto degli italiani all'estero, a partire da tutti gli accorgimenti che noi abbiamo già proposto a giugno scorso e distribuito alla politica e alla Farnesina”. L’obiettivo è “sforzarci tutti insieme di aumentare la partecipazione e rassicurare tutti sul funzionamento del voto all'estero. Un sistema che chiaramente, facendo appello alla corrispondenza, ha delle fasi critiche – prosegue la segretaria generale del Cgie -. Noi non vogliamo essere nel banco degli accusati costantemente. Noi siamo ‘parte civile’ se c'è proprio da discutere in termini di ‘processo’ ma l'unico processo che ci interessa è quello partecipativo”.
Il comitato di presidenza è stato fondamentale per preparare il Cgie alla plenaria di giugno: “giorni particolarmente densi” a partire dalla “riunione operativa con il Cnel con cui stiamo lavorando a uno studio sul peso economico degli italiani nel mondo. Continuiamo a collaborare in base al nostro accordo, per scambiare dati e poter fornire al legislatore prospettive per una maggiore partecipazione delle nostre comunità” spiega ancora Prodi. “Il Cgie ha sempre sostenuto che gli italiani nel mondo sono una risorsa e abbiamo l’obbligo di far vedere concretamente il contributo economico per l'Italia. Da qui il dialogo con il Cnel”, spiega Giuseppe Stabile, vicesegretario generale del Cgie per l’Europa. C’è poi il tema della rappresentanza. Nel 2026 è previsto il rinnovo dei Comites (Comitati degli italiani all'estero), con uno stanziamento di 14 milioni di euro approvato nell’ultima legge di bilancio: “Il nostro impegno è volto a coinvolgere i nostri connazionali, farli partecipare. per le nostre comunità è importante riuscire ad avere un’informazione forte e coerente” sottolinea la segretaria generale del Cgie ricordando che durante quest’anno si celebrano i 40 anni dei Comites, i 35 dall’insediamento del Cgie e i 20 della Circoscrizione estero. “Dobbiamo valorizzare la nostra rappresentanza e il ruolo storico della nostra diaspora”, chiosa Prodi ricordando anche l’accordo in questo senso con il Museo dell’emigrazione italiana. C’è stata poi la riunione con gli esperti del Cgie, dai ministeri alle associazioni di categoria, “un segnale importante di confronto. Vogliamo mostrare che alla firma degli accordi vogliamo far seguire anche progetti concreti”, afferma Prodi. C’è poi il tema della cittadinanza: “Dopo il comunicato della Corte costituzionale, la questione non è ancora chiusa al contrario di quanto si può pensare, non solo perché ci sono altre sentenze ma anche perché il tema è sempre più una questione politica”, spiega Mariano Gazzola, Vice Segretario Generale del Cgie per l'America Latina. Per quanto riguarda la situazione in Venezuela, spiega Prodi, “ci sono ancora 21 detenuti italiani” e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, “continua a sollecitare e attenzionare la questione”. Silvana Mangione, Vice Segretario Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni extraeuropei, ricorda che quest’anno gli Stati Uniti celebrano 250 anni di vita: “Vogliamo celebrare questo momento – afferma Mangione - raccontando tutto l'apporto alla nascita, alla crescita e allo sviluppo degli Usa da parte degli italiani”. Infine, un ringraziamento alla direttrice degli Italiani all’estero della Farnesina, Silvia Limoncini: “La ringraziamo perché abbiamo riscontrato da parte sua un’estrema disponibilità”, conclude Tommaso Conte, membro del Comitato di Presidenza del Cgie. (sip - 26 mar)
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