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GIORNATA MADE IN ITALY
L'ALLARME DI ORSINI

GIORNATA MADE IN ITALY <br> L'ALLARME DI ORSINI

Un richiamo severo all'Europa affinché cambi rotta per evitare il declino industriale. In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, a margine della Cerimonia dei Premi Leonardo 2026 a Palazzo Piacentini, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha tracciato ieri un quadro critico della tenuta produttiva del Continente, schiacciato tra eccesso di regolamentazione e costi energetici insostenibili.

IL NODO ETS E IL GAP CON GLI USA. Il punto più urgente dell'agenda Orsini riguarda la tassazione ambientale. "Serve fermare subito l’ETS, poi rimodularlo, perché così non è sostenibile per le imprese europee", ha dichiarato il leader degli industriali. Il divario competitivo è nei numeri: mentre negli Stati Uniti il costo della tassa sul carbonio si aggira intorno ai 25 dollari, in Europa la forchetta oscilla tra i 75 e gli 86 euro. Un differenziale che, secondo Orsini, mette a rischio intere filiere: "Capisco la riforma, ma oggi bisogna fermarsi e ripensare il sistema".

IL DISTRETTO DELLA CERAMICA E LA FUGA ALL'ESTERO. L’esempio plastico della crisi arriva dal distretto ceramico emiliano. "I produttori hanno già dichiarato che nel 2030 potrebbero non produrre più nel modenese", ha avvertito Orsini, ricordando che in un'area di cinque comuni lavorano 40.000 persone su 60.000 abitanti. La conseguenza è già visibile: lo spostamento degli investimenti verso Stati Uniti e Brasile. "Se le imprese scappano, significa che il modello europeo non funziona e va corretto rapidamente".

ENERGIA: AREE IDONEE E IL RITORNO AL GAS RUSSO. Sul fronte energetico, Confindustria chiede pragmatismo. Per le rinnovabili, Orsini indica una soglia precisa: serve individuare rapidamente le aree idonee impegnando circa il 3% del territorio nazionale, superando le divisioni politiche. Tuttavia, la transizione non deve essere un salto nel buio. "Bisogna mantenere un equilibrio, come fa la Cina, continuando a usare anche il fossile per non perdere competitività". In quest'ottica, Orsini ha aperto alla possibilità, già accennata dall'Ad di Eni Descalzi, di tornare ad acquistare gas russo nel 2027: "Dobbiamo fare qualsiasi cosa possa sostenere le imprese".

L'EUROPA TRA BUROCRAZIA E MERCATI GLOBALI. Infine, un monito sulla sovra-regolazione: "Continuiamo a costruire regole solo per noi stessi, mentre gli altri competono". Con un euro-dollaro critico e la pressione della Cina – che esporta in Europa con un +30% mentre il Vecchio Continente conta un milione di disoccupati – Orsini chiede strumenti finanziari nuovi, come garanzie europee per le banche per sostenere gli investimenti green. "Siamo in un momento di confusione globale", ha concluso, "l’Europa deve muoversi rapidamente o rischiamo la deindustrializzazione". (15 APR – red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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