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direttore Paolo Pagliaro

IRAN, IL CREMLINO
ORA VUOLE MEDIARE

IRAN, IL CREMLINO <BR> ORA VUOLE MEDIARE

Nelle ultime ore, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato le “dichiarazioni contraddittorie” provenienti da Washington, sottolineando che Mosca sta monitorando con attenzione l'evolversi della crisi iraniana. Pur definendo la NATO un'”alleanza ostile” in risposta alle minacce di Trump di abbandonare il blocco atlantico, la Russia mantiene una posizione di cauta apertura verso i negoziati. Peskov ha confermato che il presidente Vladimir Putin è in costante contatto con i leader regionali, inclusa una recente telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avvenuta ieri, durante la quale è stata ribadita la volontà russa di agire come mediatore per una “pace giusta e duratura”.

L'AFFONDO DI LAVROV: MOSCA PRONTA A SOSTITUIRE LE FORNITURE BLOCCATE. L'intervento più incisivo di oggi arriva però da Pechino, dove il ministro degli Esteri Sergei Lavrov (nella foto) ha rilasciato dichiarazioni che spostano l'asse del conflitto sul piano geoeconomico. Lavrov ha affermato esplicitamente che la Russia è pronta a “compensare” il deficit di risorse energetiche della Cina causato dal blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. “La Russia può, senza dubbio, compensare la carenza di risorse che si è creata per la Cina e altri Paesi interessati a lavorare con noi”, ha dichiarato Lavrov in una conferenza stampa stamane. Questa mossa suggerisce un chiaro tentativo di Mosca di trarre vantaggio dall'isolamento iraniano, rafforzando il legame strategico con Pechino e offrendosi come fornitore alternativo sicuro.

IL DOSSIER NUCLEARE E IL RUOLO DI “FACILITATORE”. Sul delicatissimo tema dell'uranio arricchito — punto focale dei post di Trump contro l'Iran e il Vaticano — la Russia ha adottato una linea di difesa dei diritti di Teheran. Lavrov ha dichiarato oggi che Mosca “accetterà qualsiasi decisione soddisfi la parte iraniana nel quadro dei suoi diritti legittimi”. Fonti diplomatiche citate dalla RIA Novosti suggeriscono che la Russia potrebbe giocare un ruolo chiave proprio nella gestione dell'uranio arricchito iraniano, proponendosi come custode del materiale per sbloccare l'impasse negoziale di Islamabad. Il Cremlino insiste affinché i colloqui tra Stati Uniti e Iran proseguano, sottolineando che le attuali relazioni con Teheran avvengono in “piena conformità con il diritto internazionale”, che al momento non prevede sanzioni Onu contro il Paese.

IL FRONTE NATO: MOSCA OSSERVA LE CREPE NELL'ALLEANZA. Le durissime parole di Trump sulla NATO, che “non ci sarà in futuro”, sono state accolte a Mosca con un misto di soddisfazione e pragmatismo. Mentre Peskov ribadisce che la Russia vede nell'Alleanza un pericolo per la propria sicurezza, i media di Stato russi stanno dando ampio risalto alle divergenze tra Washington e i suoi partner europei, come Francia e Spagna, che hanno negato l'uso delle basi per le operazioni contro l'Iran. Per il Cremlino, l'indebolimento del legame transatlantico rappresenta un'opportunità strategica per ridisegnare l'architettura di sicurezza non solo in Medio Oriente, ma anche sul fronte ucraino.  (15 APR – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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