“O siamo pronti a tutto o siamo già in ritardo perché ogni conflitto ha una sua fisionomia e non esiste un unico paradigma: l'Ucraina ci mostra combattimenti su larga scala con forze corazzate e droni, Gaza la centralità dell'ambiente urbano e sotterraneo, mentre lo scenario iraniano evoca scontri tra potenze di livello superiore”. Lo afferma il generale Carmine Masiello in una intervista a Repubblica in cui sottolinea che “puntiamo su droni e tecnologie per affrontare i conflitti del futuro perché il soldato deve rendersi conto che ormai il drone è come il fucile e fa parte del suo zaino”. Il capo di Stato maggiore dell'Esercito spiega che “abbiamo distribuito ai reparti le stampanti 3D in modo che possano costruire i quadricotteri da soli, unico modo per stare al passo con strumenti che invecchiano in pochi mesi” aggiungendo che “la crisi su cui siamo maggiormente concentrati è l'Ucraina da cui traiamo lezioni sulla necessità di recuperare una massa critica di soldati e sulla capacità di una nazione di reggere un conflitto prolungato, oltre all'importanza della guerra tecnologica e della disinformazione come arma strategica”. Masiello rileva che “per quanto riguarda l'Esercito stiamo cercando di sviluppare contromisure per rendere i nostri soldati impermeabili alla guerra dell'informazione” e chiarisce che “dalla lezione di Gaza abbiamo creato un reparto specializzato nella guerra sotterranea, il 184mo battaglione Nembo, perché i combattimenti nei centri urbani saranno sempre più frequenti e ci sarà bisogno di operare nei cunicoli”. Il generale osserva che “non bisogna mai fossilizzarsi sulle guerre in corso perché quella di domani sarà diversa e il vero sforzo è immaginarne le caratteristiche guardando anche all'Africa e all'Artico” precisando che “tecnologia e addestramento sono vitali ma la differenza la fa il soldato e il patto che stringe con la Patria attraverso il giuramento, il sigillo del noi sull'io”. In merito alla presenza statunitense conclude che “per quanto riguarda gli scambi addestrativi con le unità Usa in Italia non si registrano modifiche e l'obiettivo condiviso è rafforzare l'interoperabilità per operare insieme in tutti i possibili scenari, nonostante la revisione delle priorità strategiche americane”. (4 mag - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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