“La professionalità e la dedizione” delle donne e degli uomini dell’Esercito rappresentano un “pilastro fondamentale per la sicurezza della nostra comunità e l’affermazione dei valori della Costituzione, nel vasto contesto internazionale in cui si inserisce la vita del nostro Stato”. Così ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio scritto in occasione del 165° anniversario dell’Esercito Italiano: “Le Forze Armate italiane, in questo momento travagliato, costituiscono un tassello importante nello sviluppo di un adeguato strumento difensivo europeo, contribuendo a far prevalere le ragioni del diritto internazionale e del rispetto delle istituzioni multilaterali sulla pretesa della forza. Il grave inasprimento e l’allargamento dei conflitti in atto vedono confermare all’Esercito Italiano un ruolo primario nella salvaguardia dell’indipendenza del Paese e dei valori della pace e della stabilità”, ha proseguito il Capo dello Stato, che ha portato a tutti i militari dell’Esercito “l’apprezzamento delle istituzioni per la costante e preziosa opera svolta al servizio della Repubblica Italiana”. Mattarella, inoltre, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, accompagnato da una rappresentanza di appartenenti alla Forza Armata. Riconoscenza e auguri verso l’Esercito in questa giornata sono arrivati poi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che su X ha affermato: “Il vostro impegno non è solo una professione, ma una scelta di vita fatta di responsabilità e amore per la Patria. Affrontate sfide spesso difficili e lo fate in silenzio e senza acclamazioni, ma l’Italia intera conosce il vostro sacrificio che è esempio concreto di professionalità e senso del dovere”. Sempre per mezzo social è arrivato l’omaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa, rivolto “alle donne e agli uomini in uniforme che, con dedizione, coraggio e senso del dovere verso lo Stato, servono ogni giorno in Italia e all'estero, per la difesa e la sicurezza della nostra Patria”.
IL MESSAGGIO DI CROSETTO. Non solo una ricorrenza, una celebrazione della nascita dell’Esercito avvenuta all’indomani dell’Unità d’Italia nel 1861, ma un vero e proprio “riconoscimento di una storia”, come ha affermato in un messaggio il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha ricordato i caduti e i feriti, per poi rivolgersi a tutti i membri delle forze armate: “Oggi quella storia, iniziata 165 anni fa, continua nelle vostre competenze, nella vostra capacità di operare in contesti sempre più complessi”, garantendo “la sicurezza sul territorio nazionale accanto ai cittadini”, intervenendo nelle emergenze “portando aiuto concreto” e operando all’estero “rappresentando l’Italia con professionalità, solidarietà e determinazione”. Il ministro ha quindi aggiunto: “Viviamo tempi difficili, in cui le minacce evolvono rapidamente e l’equilibrio internazionale è sempre più fragile. In questo contesto la sicurezza non è un concetto astratto”, ma “la condizione che rende possibile la nostra libertà, la nostra economia, la nostra stessa democrazia. Difenderla richiede preparazione, responsabilità, consapevolezza. Richiede donne e uomini come voi”.
GLI AUGURI DEI VICEPREMIER. Questa giornata ha accomunato più angoli della politica italiana, dalla maggioranza fino a una parte dell’opposizione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito le donne e gli uomini dell’Esercito Italiano dei “portatori di pace negli scenari internazionali, sempre al fianco dei cittadini e delle nostre Istituzioni”, un concetto ripreso anche da Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera e membro della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare NATO, che ha sottolineato “l’abnegazione” con cui i militari svolgono il loro lavoro. Messaggi di auguri anche da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha affermato la necessità di portare “rispetto” ai membri delle Forze Armate; dal campo leghista è arrivata poi la riconoscenza del presidente del Veneto Alberto Stefani, che ha ricordato “la forte concentrazione di reparti ai tempi della guerra fredda” nella Regione, così come “in tutto il Nord Est”.
LA FESTA A L’AQUILA. Al centro delle celebrazioni di quest’anno c’è L’Aquila, che dal 1° maggio e fino a domani sarà la città protagonista del 165° anniversario dell’Esercito, sorto dall’Armata Sarda e ora parte integrante della Nato, con uno storico contraddistinto da molte missioni per la pace in varie parti del mondo, sotto la guida delle Nazioni Unite. Dal “Villaggio Esercito”, allestito nel centro storico del capoluogo abruzzese, è intervenuta questa mattina Paola Chiesa, deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Difesa alla Camera, evidenziando come i membri delle Forze Armate, nel servire il Paese, tengano “fede a un patto sacro con la Nazione”. Stasera avrà luogo un’esibizione musicale della banda dell’Esercito, mentre domani le celebrazioni si chiuderanno con la deposizione di una Corona di alloro al Monumento ai Caduti presso la Villa Comunale dell'Aquila e con la cerimonia in Piazza del Duomo, con lo schieramento di numerosi reparti in rappresentanza delle varie componenti dell'Esercito. (4 MAG - sio)
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